Separazione, come gestirla se ci sono bambini
Come i bambini e gli adolescenti vivono questo stress consigli utili su come gestirli.
Tra gli eventi di vita maggiormente stressanti nella vita di un bambino o di un adolescente, si può sicuramente trovare la separazione, il divorzio dei genitori. Questa rottura all’interno del nucleo familiare è spesso vissuta come ingiusta, inaccettabile i bambini sperimentano spesso sentimenti come tristezza, delusione, rabbia e sensi di colpa. Possono nutrire risentimento nei confronti dei genitori e ritenerne uno “colpevole” della decisione. Può capitare che il bambino si senta in qualche modo responsabile della separazione dei genitori, è quindi importante spiegare chiaramente che mamma e papà si separano perché non vanno più d’accordo e che questo non ha nulla a che fare con il bambino. E’ fondamentale che da parte di genitori ci sia chiarezza e sincerità su tutte le comunicazioni e sulle decisioni prese.
Cosa può fare il genitore?
Lo stress della separazione può essere alleviato se i genitori sono in grado di mantenere il loro ruolo, ricordate che i bimbi non devono avere ex-genitori, gli adulti devono essere in grado di mantenere una relazione collaborativa ed amichevole atta a creare un clima favorevole al bimbo che deve elaborare la separazione. Per quanto concerne le modalità con cui i bambini esprimono lo stress, dipende dalla loro età e dalle caratteristiche individuali.
L’età sicuramente è un fattore molto discriminante, perché in ogni fase dello sviluppo i problemi e le emozioni sono elaborati in maniera diversa:
- I neonati sono i più protetti dalle conseguenze immediate della separazione dei genitori, deve essere comunque garantito loro una relazione di attaccamento stabile e sicura almeno da parte di uno dei genitori.
- I bambini in età prescolare tendono facilmente ad attribuirsi responsabilità per la separazione sperimentando vissuti di colpe, invece i bambini tra 6 e 8 anni d’età possono riuscire a capire le dinamiche e le problematiche relative alla separazione se adeguatamente coinvolti, ed in genere riescono a mantenere buoni legami con entrambi i genitori; invece, i bambini d’età compresa tra 9 e 11 anni tendono più spesso a schierarsi con uno dei due genitori ed a esternare disaccordo e/o aggressività nei confronti dell’altro genitore.
- Gli adolescenti, attraversano una fase critica della loro vita, va posta particolare attenzione ai loro comportamenti, atteggiamenti ed emozioni. Se sono esposti ad una forte conflittualità tra i genitori, possono reagire reprimendo l’espressione dei propri sentimenti, arrivando talvolta a pagare un prezzo elevato pur di garantire il benessere dei genitori.
Consigli Pratici
Ecco alcuni consigli, per attenuare le sofferenze che un momento così delicato può provocare:
Bisogna mettere al corrente i bambini e i ragazzi su ciò che sta accadendo. Le spiegazioni devono essere il più possibile chiare, semplici, e differenziate adeguatamente rispetto all’età.
Soprattutto i più piccoli hanno bisogno di rassicurazioni su come e in cosa può cambiare la loro quotidianità, dove andranno a vivere, quanto tempo passeranno con ciascuno dei genitori, la paura è che non sappiano cosa sta accadendo loro.
Lasciate liberi i bambini di provare tutto l’affetto che vogliono per ciascun genitore senza creare pressioni, senza criticare un genitore in particolare, non coinvolgeteli in situazioni vostre facendo allusioni o commenti su dei particolari della vostra relazione.
Non devono scegliere con chi schierarsi o meno, soprattutto un adolescente potrebbe ribellarsi ad una scelta così dolorosa. A seconda dell’età come abbiamo detto ci sarà una reazione particolare, dipendente dal carattere del bambino, siate in grado di accogliere ogni emozione che vi portano, ogni reazione che vi portano va ascoltata, accolta, non giudicata e consolata.
Con i bambini piccoli, cercate di mostrare le vostre emozioni non in maniera esasperata, potrebbero non comprendere tutto il dolore che provate e si spaventerebbero molto, cercate di mettervi nei panni dei più piccoli, per sforzarvi di capire ciò che provano davvero, anche quando non hanno il coraggio di dirlo apertamente.
Il consiglio più utile è sicuramente quello di mantenere una relazione cooperativa tra i genitori, rispettarsi almeno come persone. In questo momento delicato dovete essere come “colleghi di lavoro”, con l’obbiettivo comune di crescere dei figli nel modo migliore.
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