Fame nervosa.. ora mi mangio anche il dietologo!
Fame nervosa, possibili cause, cos’è? Riconosciamola!
Gli studiosi del comportamento alimentare definiscono con il termine “fame nervosa” (emotional eating) quellacondizione in cui le persone tendono a gestire le emozioni con l’assunzione di cibo e ad usare il cibo per far fronte alle problematiche che incontrano ogni giorno.
In realtà tale comportamento non è prerogativa solo di chi ha problemi di sovrappeso, tutti noi a volte mangiamo per consolarci, per riempire un vuoto, per come si dice.. “dal nervoso”. C’è anche chi invece perde l’appetito in momenti in cui è sotto stress.
La relazione che intercorre tra cibo ed emozioni è ormai largamente provata da molti studi, non sempre deriva da disagi o psicopatologie, molto spesso le persone non hanno strumenti o strategie per affrontare i problemi, gli ostacoli che la vita gli pone davanti. Diverse sono le emozioni che spingono verso il cibo: ansia, tristezza, noia, rabbia; ma anche emozioni piacevoli come la gioia.

Una delle frequenti cause della cosiddetta “fame nervosa” è il calo della serotonina, un neurotrasmettitore direttamente collegato al tono dell’umore.
È bene ricordare che spesso l’assunzione di cibo incontrollata, oltre che dannosa per la salute e la dieta, può portare a sensazioni di malessere dovuti alla digestione, cefalee, dolori gastrointestinali e quindi ad un risultato completamente opposto a quello ricercato. Inoltre terminata l’abbuffata, spesso si ha la sensazione che non sia servito a nulla e questo spinge in uno stato di frustrazione maggiore, e sensi di colpa.
Come aiutarsi a controllare o combattere la “fame nervosa” ? Cercare di comprender quali sono le emozioni che ci spingono verso il cibo, in modo disfunzionale, quindi non perché dobbiamo soddisfare un bisogno biologico: la fame. Cercare di comprendere le emozioni che stiamo provando, cercando di viverle, non ignorarle, e cercare di sentire da dove originano. Capire perchè si è tristi, cosa provoca in noi una certa ansia, perché ci si sente particolarmente insoddisfatti.
Quando ci alimentiamo in risposta alla fame psicologica, è come se non riuscissimo a distinguere i segnali che ci sono utili per la sopravvivenza da quelli che non lo sono. Quando questo si verifica è opportuno imparare a modificare i nostri comportamenti e le nostre abitudini alimentari, così da rieducare il nostro organismo a distinguere tra fame fisiologica e fame psicologica.
Cerchiamo sempre di ascoltare anche il nostro corpo, è proprio fame? se la risposta è no, rivolgersi ad uno psicologo per imparare a conoscersi, ad esplorare cosa ci spinge verso il cibo e ad “abusarne” può essere il primo passo per avere un buon rapporto con se stessi, con il cibo e con le difficoltà della vita.



