Autostima
Numerosi dati indicano che la bassa autostima (B.A.) ha un effetto negativo, a volte devastante, sulla persona e sulla sua vita. La B.A. è, infatti, causa di molti pensieri negativi su di sé (autocritica), emozioni negative (ansia, depressione, rabbia), sintomi fisici (tensione muscolare, sudorazione…)e comportamenti problematici che danneggiano le prestazioni dell’individuo.
Gioca ,inoltre, un ruolo importante nello sviluppo e mantenimento di alcuni gravi disturbi psicologici. Molte persone che soffrono di depressione, di disturbi alimentari, disturbi ansia o di abuso di sostanze soffrono di problemi collegati all’autostima. È stato dimostrato che la presenza di bassa autostima ostacola il trattamento di questi disturbi perché il senso di impotenza e sfiducia sulla possibilità di cambiare, influenza negativamente l’adesione alla cura.
L’autostima è associata al funzionamento personale e al benessere psicologico. Persone con una buona autostima, a differenza di quelle con carente autostima, riportano un buon grado di soddisfazione alla vita, ritenendola produttiva e gratificante.
Cos’è l’autostima
L’autostima ha a che fare con il modo di vedere noi stessi, la valutazione del proprio sé, i pensieri che abbiamo riguardo il nostro io, al valore e importanza che ci attribuiamo, in altre parole al giudizio complessivo della nostra persona, tema per alcuni versi astratto e molto complesso. Tutti noi abbiamo un personale modo di valutare le nostre performance, capacità e abilità.
Le persone con B.A tendono a valutarsi quasi sempre negativamente, il loro personale modo di valutazione, riguardo le proprie performance, è eccessivamente esigente, critico e svalutante. Perciò, queste persone possiedono una visione negativa riguardo il proprio valore, le proprie abilità e capacità, questa visione sembra non modificarsi in relazione a esperienze positive. Infatti, la persona con B.A. non valuta la complessità ne’ la buona riuscita di un evento nella sua interezza, bensì, tende a ricercare con perizia l’errore commesso per poter confermare l’idea iniziale di incapacità, ciò mantiene una visione negativa di se pervasiva e duratura. Solitamente la gente si giudica in base al successo che riesce a raggiungere nei diversi ambiti di vita. Le persone con B.A., invece, tendono a valutarsi sempre negativamente, indipendentemente dai risultati che ottengono nelle loro prestazioni.
Ciò porta ovviamente a sviluppare conseguenze negative in vari ambiti di vita (scuola, lavoro, relazioni interpersonali..).
Origini
Le origini della bassa autostima sembrano derivare da una complessa combinazione tra fattori generici e fattori di rischio ambientali.
Sebbene siano stati individuati fattori rischio potenziali, non si conosce ancora i fattori causali di come fattori genetici interagiscono con fattori ambientali.
La predisposizione genetica opera con l’ambiente, ma è quest’ultimo che favorisce lo sviluppo di modalità di operare una valutazione sul nostro operato in modo eccessivamente critica e svalorizzante. Con fattori ambientali s’intende l’insieme dell’esperienze vissute dall’individuo. A volte sono esperienze cruciali, accadimenti importanti che avvengono nel corso della vita, altre volte sono esperienze meno incisive ma che mantengono una certa costanza nel tempo.
Sono molte le esperienze che contribuiscono alla bassa autostima, e alcuni fattori non sono ancora ben noti. Il punto importante, però, è che non è necessario conoscerne l’origine per poter incrementare l’autostima, importante nel trattamento è agire sui fattori di mantenimento.
Meccanismi di mantenimento
I meccanismi di mantenimento sono:
- Convinzioni centrali sul sé: esse assumono la forma di sentenze globali e negative sul proprio valore o amabilità. Queste convinzioni tendono a operare svalorizzando ogni singola prestazione dell’individuo, la loro azione tende a essere conservativa dell’idea iniziale eccessivamente critica e negativa sul proprio sé (io non sono abbastanza…).
- Comportamenti di evitamento: tutti quei comportamenti che inducono a non affrontare situazioni eccessivamente difficili o intollerabili. Il non affrontare delle situazioni rafforza l’idea della propria incapacità, l’assenza di un raccoglimento di prove contrarie all’idee svalorizzanti non rende possibile la messa in discussione delle stesse, quindi non è possibile favorire lo sviluppo di una visione più bilanciata e strutturata del proprio valore.
- Comportamenti protettivi: sono tutti quei comportamenti che assumono la forma di protezione da un eventuale insuccesso. Anch’essi impediscono alla persona di verificare se può ottenere una buona prestazione senza particolari attenzioni e precauzioni, quindi lasciano sempre una sensazione d’insicurezza e incertezza sulla possibilità di ottenere i medesimi risultati senza particolari accorgimenti.
- Errori di ragionamento: questi sono errori di logica e pensiero, agiscono sulle modalità interpretative viziandole e distorcendole. La loro funzione è di operare a titolo confermativo delle idee svalutative prevalenti.
- Pensieri autocritica: sono tutti i pensieri di rimprovero conseguenti ad errori o evitamenti compiuti, tendono ad essere severi e estremamente critici.
Trattamento
La tcc ( terapia cognitivo comportamentale) della bassa autostima è il trattamento con maggior evidenza di efficacia. Le prove della sua efficacia derivano da studi su casi clinici, da studi non controllati adattati a trattamenti di gruppo, e da studi randomizzati controllati.
Il trattamento si concentra sulla modifica dei principali fattori di mantenimento del disturbo andando così a interrompere il ciclo vizioso e permettendo lo sviluppo di un sistema di valutazione più equilibrato e oggettivo.

