Ictus e Riabilitazione Neuropsicologica
Ictus
Le patologie cerebrovascolari rappresentano una delle principali cause di morte e di disabilità dell’adulto. In base al meccanismo vascolare sottostante, possono essere classificate in:
- ictus ischemico, causato da un mancato afflusso di sangue,
- ictus emorragico, causato dalla rottura di un vaso e quindi spargimento di sangue nella zona circostante.
Dal punto di vista clinico, l’ictus si esprime attraverso la comparsa repentina di segni o sintomi conseguenti alla presenza di un danno focale, il quale si determina in seguito ad un’alterazione della circolazione cerebrale di una specifica area del sistema nervoso centrale.
Quando si verifica l’ictus cerebrale si determina la morte delle cellule nervose di quell’area, e di conseguenza le funzioni e abilità controllate da quell’area vengono compromesse e danneggiate determinando disabilità fisiche e cognitive.
Attraverso la riabilitazione è possibile restituire al paziente il maggior livello di autonomia possibile e qualità di vita, favorendo il miglioramento delle abilità fisiche, cognitive e emozionali.
Per quanto riguarda le disabilità cognitive post-ictus, esse dipendono dalla sede del danno cerebrale e dalla sua entità e ad esse possono essere associati: disturbi visuo-spaziali (neglect e atassia ottica), disturbi sensoriali elementari visivi (emianopsia), disturbi di memoria di lavoro e memoria a lungo termine, disturbi dell’attenzione, disturbi delle funzioni esecutive e disturbi del linguaggio.
In base al quadro clinico del paziente, è possibile essere sottoposti a trattamenti riabilitativi efficaci e specifici per tali disturbi:
- riabilitazione dei disturbi dell’attenzione
- riabilitazione dei disturbi di memoria (memoria di lavoro e memoria a lungo termine),
- riabilitazione delle funzioni esecutive
- riabilitazione del linguaggio.
- riabilitazione dei disturbi spaziali (neglect e atassia ottica),
- riabilitazione dei disturbi sensoriali elementari visivi (emianopsia),
- In seguito ad un danno cerebrale post-ictus frequentemente è possibile riscontrare una compromissione dell’attenzione. Generalmente quando parliamo di attenzione ci riferiamo a diversi processi che possono essere descritti come: capacità di rispondere con prontezza agli stimoli ambientali (allerta), capacità di rimanere concentrati su un compito per un periodo di tempo prolungato (vigilanza), capacità di concentrarsi su un tipo di informazione ignorandone altre (attenzione selettiva) e capacità di svolgere più compiti contemporaneamente (attenzione divisa). L’approccio riabilitativo per i deficit di attenzione in seguito ad un danno cerebrale si caratterizza da trattamenti riabilitativi per le diverse componenti dell’Attenzione (Attention Process Training), ovvero un trattamento caratterizzato da esercizi mirati per ognuna delle sottocomponenti della funzione attentiva, così da promuovere un approccio restitutivo della funzione danneggiata.
- In seguito ad un danno cerebrale post-ictus si può riscontrare anche una compromissione della memoria, definita come la capacità di codificare, consolidare e recuperare informazioni ed esperienze. La memoria è un processo rappresentato da diversi sottosistemi tra cui una componente implicata nel mantenimento temporaneo di informazioni e la loro elaborazione (memoria di lavoro) e una componente implicata nel mantenimento duraturo di informazioni (memoria a lungo termine). Una lesione cerebrale acquisita può danneggiare una di queste componenti, e per questo motivo si rende necessaria la riabilitazione. Gli approcci riabilitativi per i deficit di memoria si distinguono in base alla componente di memoria danneggiata e all’entità della compromissione:
– Riabilitazione della memoria di lavoro attraverso la manipolazioni di informazioni in maniera attiva (esempio PASAT)
– Riabilitazione della memoria a lungo termine attraverso esercizi volti a stimolare strategie di codifica e recupero di informazioni (esempio memotecniche verbali, memotecniche visive e il metodo PQRST)
- In seguito ad un danno cerebrale post-ictus possono manifestarsi deficit delle abilità esecutive, l’insieme delle funzioni cognitive che consentono di pianificare, iniziare e portare a termine comportamenti diretti ad uno scopo attraverso un insieme di azioni coordinate e strategiche (problem solving). I pazienti che presentano deficit a carico della funzioni esecutive hanno difficoltà a programmare le attività della vita quotidiana, difficoltà a stabilire a priori i problemi da affrontare e difficoltà a scegliere le strategie nella risoluzione di problemi o nel raggiungimento di un obiettivo. L’approccio riabilitativo per questi deficit si basa sul re-insegnamento ai pazienti della diverse fasi del problem solving, in particolare attraverso esercizi mirati si va a stimolare l’apprendimento delle sequenze strategiche volte alla risoluzione di un problema.
- In seguito ad un danno cerebrale acquisito si può assistere ad una perdita totale o parziale delle capacità linguistiche. Il disturbo del linguaggio può coinvolgere le diverse modalità linguistiche: produzione e comprensione sia del linguaggio orale che di quello scritto. In base alle diverse modalità linguistiche compromesse è possibile utilizzare diversi approcci riabilitativi attraverso esercizi ripetuti che permettano al paziente di migliorare l’elaborazione linguistica, per esempio facilitando il recupero di parole e di comprensione di frasi.
- In seguito ad un danno cerebrale post-ictus può insorgere anche il neglect, una sindrome caratterizzata dall’incapacità di allocare e dirigere le risorse attentive visuo-spaziali nello spazio controlaterale al danno cerebrale emisferico. I pazienti affetti da tale sindrome non riescono a percepire, esplorare e rispondere a stimoli presentati nello spazio controlesionale, che più frequentemente è rappresentato dallo spazio sinistro. La riabilitazione del neglect si basa su metodi visuo-esplorativi, in cui vengono proposti esercizi mirati ad insegnare al paziente come esplorare attentivamente e in modo esplicito lo spazio compromesso, addestrandolo così ad orientarsi ed esaminare con sistematicità tale spazio.
In seguito ad un danno cerebrale post-ictus può anche riscontrarsi l’atassia ottica, un disturbo di coordinazione visuo-motoria, in cui il paziente presenta una marcata imprecisione ad effettuare movimenti con l’arto superiore verso un oggetto presentato nel campo visivo, in assenza di concomitanti deficit sensoriali o motori in grado di spiegare il sintomo. La riabilitazione dell’atassia ottica si basa sull’esecuzione di esercizi di puntamento dell’arto superiore verso obiettivi visivi.
- In seguito ad un danno cerebrale post-ictus può manifestarsi l’emianopsia, un disturbo sensoriale elementare visivo che si caratterizza dalla perdita della visione per metà del campo visivo, sia sinistro che destro.Il trattamento per i disturbi del campo visivo si fonda sull’osservazione delle difficoltà quotidiane lamentate dai pazienti, in particolare sull’alterazione del comportamento esplorativo e oculomotorio caratterizzato da difficoltà visuo-spaziali e difficoltà di lettura, che risulta infatti faticosa e lenta. La riabilitazione dei disturbi del campo visivo può essere effettuata tramite metodiche compensative che migliorano l’esplorazione visiva. In particolare si implementano strategie esplorative funzionali ed efficaci ampliando l’attenzione visiva e i movimenti oculari verso il campo visivo deficitario.
