Disturbo della condotta
Questo disturbo è l’evoluzione, spesso non trattata, del Disturbo Oppositivo-Provocatorio. La sua gravità è data dal fatto che in adolescenza e in età adulta può trasformarsi nei maschi in un Disturbo Antisociale (è correlato ai comportamenti delinquenziali e criminali negli adulti) e/o in un Disturbo da Abuso di Sostanze (droghe illegali o legali), mentre nella femmine in un Disturbo Depressivo o in un Disturbo Ansioso, nel 75% dei casi.
L’esordio precoce del Disturbo della Condotta è predittivo di una prognosi peggiore, ma l’intervento precoce nell’infanzia si è dimostrato molto efficace per un’evoluzione positiva e risolutiva del disturbo.
Il Disturbo della Condotta è una modalità di comportamento ripetitiva e persistente in cui vengono violati i diritti degli altri e le regole societarie (per almeno sei mesi), con comportamenti caratterizzati da prepotenze, minacce, estorsioni, colluttazioni fisiche, uso di armi ( come bastoni, bottiglie, coltelli, pistole), crudeltà a persone (bullismo) e animali, furti (es. penetrare in edifici, abitazioni o automobili altrui, rubare articoli di valore nei negozi), scippi, aggressioni sessuali, distruzione della proprietà (es. atti vandalici, oppure appiccare il fuoco con l’intenzione di causare seri danni) , nonché gravi violazioni di regole ( come trascorrere fuori la notte nonostante le proibizioni dei genitori, fuggire di casa, marinare la scuola). (ICD-10, DSM – IV- TR)
Trattamento
La terapia ha come obbiettivo la riduzione dei comportamenti aggressivi. Attraverso alcune tecniche, infatti, si cerca di incrementare le abilità che risultano essere imputate direttamente nel controllo del comportamento aggressivo ( capacità autocontrollo, riflessiva, pianificazione, problem solving).

