Iperattività e Disturbo da deficit di attenzione
Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI) si manifesta, nella prima infanzia, principalmente con due classi di sintomi: un evidente livello di disattenzione e una serie di comportamenti che denotano iperattività e impulsività.
I sintomi relativi alla disattenzione possono manifestarsi in situazioni scolastiche, lavorative o sociali. I soggetti con questo disturbo possono presentare un’evidente difficoltà a rimanere attenti o a lavorare su uno stesso compito per un periodo di tempo sufficientemente prolungato, non riescono a seguire le istruzioni fornite, sono disorganizzati e sbadati nello svolgimento delle loro attività, hanno difficoltà nel mantenere la concentrazione, si fanno distrarre molto facilmente dai compagni o da rumori occasionali e raramente riescono a completare un compito in modo ordinato. Quando sono in classe sembrano disorientati e, spesso, passano da un’attività all’altra senza averne completata alcuna, si guardano continuamente attorno, soprattutto durante lo svolgimento di compiti, ma anche durante la proiezione della trasmissione tv preferita, ciò accade però soprattutto nei momenti in cui tali attività risultano noiose e ripetitive.
L’iperattività – si può rilevare attraverso comportamenti che risultano essere eccessivamente turbolenti ed irrequieti. I bambini con tale disturbo, infatti, giocano in modo rumoroso, sono in continuo movimento e si agitano nervosamente. Parlano eccessivamente con scarso controllo dell’intensità della voce, sembrano parlare in modo motorizzato.
Impulsività si manifesta, invece , con l’impazienza ,la difficoltà di posticipare le proprie reazioni nei momenti più opportuni, la tendenza ad interrompere gli altri fino al punto di causare difficoltà nell’ambiente scolastico, sociale o lavorativo.
I soggetti affetti da DDAI presentano delle difficoltà nei campi relativi all’attenzione e alle funzioni neuropsicologiche: soluzione dei problemi, abilità di pianificazione, grado di allerta e di attenzione, flessibilità cognitiva, attenzione mantenuta, inibizione delle risposte automatiche, memoria di lavoro non verbale.
Trattamento
L’intervento può essere sia farmacologico che psicologico, anche se il trattamento elettivo sembra essere l’unione di entrambi. L’intervento C-C va indirizzato simultaneamente verso tutte le aree che risultano essere compromesse e riguardare pertanto le varie dimensioni implicate nel disturbo (cognitiva, emotivo-affettiva, comportamentale, relazionale).

