Disturbo oppositivo provocatorio
Il Disturbo Oppositivo-Provocatorio consiste in una modalità di comportamento negativistico, ostile e provocatorio (deve durare almeno sei mesi), caratterizzato da collera, litigi, sfida alle richieste e alle regole degli adulti, irritabilità, suscettibilità, accusa agli altri, rancore, vendetta, con compromissione clinicamente significativa del funzionamento scolastico e sociale (ICD-10, DSM – IV- TR). .
Il bambino con tale disturbo presenta le seguenti caratteristiche:
- spesso va in collera;
- spesso litiga con gli adulti;
- spesso sfida attivamente o si rifiuta di rispettare le richieste o regole degli adulti;
- spesso irrita deliberatamente le persone;
- spesso accusa gli altri per i propri errori o il proprio cattivo comportamento;
- è spesso suscettibile o facilmente irritato dagli altri;
- è spesso arrabbiato e rancoroso;
- è spesso dispettoso e vendicativo.
I comportamenti negativistici e oppositivi sono espressi con irremovibilità, resistenza alle direttive, messe alla prova dei limiti, sfide. I sintomi del disturbo sono tipicamente più evidenti nelle interazioni con gli adulti o i coetanei che il soggetto conosce bene. L’ostilità viene espressa disturbando deliberatamente gli altri o con aggressioni verbali. Le manifestazioni del disturbo sono quasi invariabilmente presenti nell’ambiente familiare, ma possono non essere evidenti a scuola o nella comunità.
E’ opportuno considerare che il comportamento oppositivo costituisce una tipica caratteristica di certi stadi di sviluppo (per esempio, prima fanciullezza e adolescenza). Affinché si possa parlare di Disturbo Oppositivo Provocatorio occorre che i comportamenti si manifestino frequentemente e abbiano conseguenze gravi rispetto a quelli tipicamente osservati in altri soggetti con livello di sviluppo paragonabile. Inoltre devono portare ad una significativa compromissione del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo.

