Posso permettermi di piangere? Il pianto che allevia lo stress.
Non ci lasciamo mai andare a piangere con tutta la disperazione che vorremmo. Forse abbiamo paura di annegare nelle lacrime e che non ci sia nessuno a trarci in salvo.
(Erica Jong)
Cos’è il pianto? è una funzione fisiologica che permette di scaricare all’esterno l’eccesso di energia collegata alle emozioni.
E se piangere fosse diventato una specie di tabù? Come se ci fossero soltanto delle occasioni accettabili in cui si può piangere, come i funerali anche se, anche lì, il dolore deve essere composto e deve essere superato in poco tempo. Ma tutto questo porta a delle sofferenze inespresse, a dei pianti soffocati, che aumentano lo stress e l’ansia. I bambini piangono di più degli adulti, sono più in contatto con le loro emozioni e si sentono più liberi di esprimerle così che i loro livelli di stress sono quasi nulli, non hanno i classici “mattoni sullo stomaco” perché si sentono liberi di sfogarsi. Cosa accade invece agli adulti? Regole sociali impongono che gli adulti non possono piangere di fronte alle frustrazioni, e quindi sviluppiamo la capacità di controllarci in molti momenti. C’è chi però esagera perdendo sia la capacità di piangere per dolore, disperazione e sfogo, sia per commozione. C’è addirittura chi, quando perde una persona cara, non riesce a lasciarsi andare se non dopo diverso tempo, e neanche del tutto. Chi si trattiene, sperando di difendersi da un dolore che è inaccettabile e arriva con forza nella vita di un individuo, fa si che l’emozione rimasta dentro non si annulli ma diventi energia in eccesso che per un po’ rimane invisibile e si accumula. Un modo in cui il corpo può sfogare ogni pianto represso e ogni emozione soffocata può essere l’attacco di panico, una grande energia che viene liberata, per far si che tornino gli equilibri. Ovviamente non è l’unico schema per cui si instaurano gli attacchi di panico ma di certo tutta la repressione messa in atto per “non sentire”, li favorisce.
Si può piangere? Nella nostra società sembra che piangere sia associato ad una debolezza, all’assenza di controllo, come se piangere fosse associato all’incapacità di sopportare e affrontare una determinata realtà. Le lacrime più accettate e tollerate sono quelle dei bambini o in una certa misura quelle delle donne, ma un uomo, un “vero uomo” non può piangere.. quante volte anche ai bambini viene detto di non piangere, perché piangono solo e femmine?
E’ come se ci fossimo scordati della funzione del pianto, del suo potere liberatorio, del fatto che quando veniamo al mondo il primo atto che annuncia la vita è proprio il pianto.
Le lacrime sono tutte uguali? Certo che no!!! Alcuni studiosi hanno anche classificato i vari modi di piangere a seconda delle emozioni sottostanti: il pianto disperato, quello abbandonico, di gioia, di rabbia, sforzato, quello implorante, di rassegnazione, di paura.
Una recente ricerca di William Frey, biochimico dell’Università del Minnesota (Usa) ha dimostrato in modo scientifico che dal pianto nascono benefici sia fisici che psicologici. Lo studioso ha infatti formulato la “teoria della guarigione” secondo la quale le lacrime emozionali, cioè quelle causate da un dolore o dalla commozione, sarebbero un vero toccasana per il nostro benessere. Esse permetterebbero all’organismo di recuperare l’energia persa a causa di una forte tensione, liberandoci di qualcosa per ristabilire il nostro equilibrio.
Piangere, inoltre, provoca la produzione di enkfalina, un anestetico che rilassa i muscoli facilitando così uno stato distensivo del nostro corpo.
Alcuni studi dimostrano che piangere in presenza di qualcuno che non consoli, o non ce lo impedisca, sia più liberatorio di un pianto sommesso e controllato; avere una spalla comprensiva su cui piangere aiuta moltissimo chi è in difficoltà.
Non trattenetevi quindi quando sentite la commozione arrivare come un’onda che vi travolge. Non abbiate timore di quei sani segnali che il corpo vi manda, imparate ad accettare le vare sfaccettature che vi compongono.
Le lacrime che non escono si depositano sul cuore, con il tempo lo incrostano e lo paralizzano come il calcare incrosta e paralizza gli ingranaggi della lavatrice.
(Susanna Tamaro)



