Perfezionismo Patologico
Cosa si intende per perfezionismo patologico
Il continuo bisogno di migliorarsi è un sano impulso per arrivare alla soddisfazione personale. Ma quando diventa eccessivo si rischia il perfezionismo patologico.
Il perfezionismo patologico paradossalmente diventa un ostacolo alla realizzazione personale.
A quasi tutti è capitato di provare ammirazione per le persone definite perfezioniste (patologiche che s’impegnano nel raggiungere standard elevati nella vita.
Allo stesso modo può essere accaduto di criticare le persone che ci consegnano in ritardo un lavoro o che si perdono in dettagli senza terminare un compito assegnato.
Questi due aspetti coesistono in modo drammatico nelle persone perfezioniste.
- Da una parte si valutano positivamente quando riescono a raggiungere gli standard personali esigenti autoimpostosi in alcune aree della loro vita (domini).
- Dall’altra, per la paura di fallire, continuano a controllare la loro preparazione, si perdono in comportamenti controproducenti che fanno perdere tempo, e spesso procrastinano, evitano la prestazione.
Di conseguenza, nonostante il loro impegno estremo, spesso non riescono a raggiungere i loro obiettivi, un fatto che può avere conseguenze devastanti sulla loro autostima.

- Molte ricerche indicano che la qualità della vita delle persone perfezioniste è molto scadente e che il loro perfezionismo è la causa di numerose e gravi conseguenze negative:
- problemi emotivi;
- sociali;
- restringimento interessi;
- sintomi fisici;
- problemi fisiologici.
Questo ha portato a introdurre il termine “perfezionismo patologico” per distinguere questo tratto di personalità dalla sana ricerca di eccellere, che al contrario, produce spesso un miglioramento nella qualità di vita delle persone.
I dati della ricerca indicano che il Perfezionismo svolge un ruolo importante nello sviluppo e mantenimento di alcuni gravi disturbi psicologici:
- disturbi alimentari,;
- depressione;
- disturbo ossessivo compulsivo;
- ansia generalizzata;
- ansia d’esame;
- ansia sociale..
È stato anche dimostrato che la presenza di perfezionismo ostacola il trattamento dei disturbi in essere.
Nel perfezionismo patologico si ritrova, infatti, un eccessiva dipendenza della valutazione del sé in conseguenza del raggiungimento e inseguimento dei propri standard, in qualche dominio di vita.
La disfunzionalità del Perfezionismo risiede , non nel porsi standard esigenti quindi, ma proprio nella dipendenza della valutazione del sé nell’inseguimento di un obiettivo e a i ricorrenti pensieri di autocritica in conseguenza ad un errore.
CAUSE
Le cause che portano una persona a sviluppare il Perfezionismo non sono ben note. Anche se come qualsiasi altro stile di personalità si pensi derivare da una combinazione tra componente genetica e componente ambientale.
Per quanto riguarda la prima componente, la ricerca ha evidenziato una certa ereditarietà del perfezionismo.
Per quanto riguarda la componente ambientale sono stati evidenziati alcuni fattori:
- Subire critiche: essere cresciuti in contesti estremamente esigenti ed eccessivamente giudicanti. Questo nel soggetto P. può aver sviluppato l’idea che sia sempre necessario fare le cose in modo perfetto per avere la stima di se stesso e degli altri.
- Essere cresciuti in contesti poco ricompensanti: figure di riferimento incapaci di fornire approvazioni o premi in conseguenza ad un comportamento positivo
- Avere a sua volta genitori perfezionisti: l’apprendimento di comportamenti perfezionisti sono causa di un osservazione del comportamento delle figure di riferimento.
FATTORI MANTENIMENTO
Come già esposto, il perfezionismo è un’eccessiva valutazione di sé dall’inseguimento e dal raggiungimento di standard personali elevati e autoimpostosi, in almeno un dominio nonostante le conseguenze avverse.
Questo porta inevitabilmente allo sviluppo di pensieri e preoccupazioni sulla prestazione e sul raggiungimento o meno degli standard.
In casi di non patologia, le preoccupazioni legate al raggiungimento di un obiettivo, sono utili perché attivano risorse psicologiche e fisiche che conducono alla risoluzione di un problema.
Ma nel caso di standard troppo elevati ed esigenti diventa difficile arrivare a un obiettivo.
Inevitabilmente il non raggiungimento dei propri obiettivi fa emergere emozioni negative. Le preoccupazioni P. sono automatiche e assumono forma di regole rigide, autoimposte e “tutto o nulla”, sia sullo standard sia sull’impegno.
L’impegno richiesto per raggiungere i propri standard ha l’effetto di marginalizzare altre aree di vita importanti. La persona Perfezionista tende a non impegnarsi in altre attività al di fuori di quelle ritenute importanti per la valutazione del sé, quindi attività sociali, ludiche, sono ridotte ai minimi termini. (fattore di mantenimento ,in quanto non consente di sviluppare altre aree per la valutazione del sé).
Giustifica la marginalizzazione da attività di svago come mancanza di interesse e piacere; in realtà, questa non è una scelta.
Le azioni della persona Perfezionista, infatti, non sono guidate dal piacere delle azioni, ma piuttosto dall’ansia e paura di lasciare attività ritenute fondamentali per il raggiungimento dei propri standard.
La marginalizzazione da altri contesti di valutazione stabilizza e rende più rigido il perfezionismo attraverso due processi:
- Riduzione di impegno in altre attività non permette lo sviluppo di interesse per altri domini di vita e lo sviluppo di un sistema dia autovalutazione più articolato
- L’isolamento aumenta il focus attentivo sui propri obbiettivi elevatissimi.
- Il non concedersi attività piacevoli, necessarie per ricaricare le proprie energie psicofisiche attraverso lo svago, va a sovraccaricare il sistema bio-psico-fisico facendo emergere sensazioni di fatica e sfinimento. Quest’ultime alla lunga, in realtà, vanificheranno gli sforzi del perfezionista facendo scadere le prestazioni.
Nel perfezionista i check di controllo della prestazione non uguali a quelli usati dalla maggior parte delle persone, i check del P.perfezionista sono eccessivi in frequenza ed intensità, sono effettuati con lo scopo di attenuare l’ansia e le preoccupazioni per la prestazione ed avere assoluta certezza di non incorrere in alcun errore.
Tra i check più comuni ritroviamo:
- Controllo e ricontrollo del compito;
- Ripetizione e correzione frequente del compito;
- Chiedere ad altri continue rassicurazioni per esecuzioni di compiti;
- Check di confronto con gli altri ritenuti più bravi
- Difficoltà nel delegare.
I check sono eseguiti allo scopo di controllare la propria effettiva preparazione. Ma i controlli eseguiti essendo viziati da una valutazione influenzata da errori di ragionamento, come un’attenzione selettiva all’errore, hanno la funzione di far sentire il soggetto sempre in difetto e aumentare l’ansia . Di conseguenza si sviluppa una tendenza alla procrastinazione o addirittura l’evitamento della prestazione.
Evitare la prestazione si impone come ulteriore aspetto di mantenimento del perfezionismo clinico, anche se inizialmente l’evitamento ha lo scopo di ridurre a breve termine l’ansia a lungo termine impedisce al soggetto di raccogliere informazioni obiettive sull’andamento della prestazione.
Trattamento
Per chi si rivedesse nell’articolo e riconoscesse di avere comportamenti caratterizzati da perfezionismo patologico, può rivelarsi molto utile rivolgersi a specialisti che possano individuare il problema e le possibili cause e possano trattarli con strumenti e tecniche psicoterapeutiche specifiche di orientamento cognitivo comportamentale.
Nel trattamento del Perfezionismo patologico si interviene in aspetti disfunzionali e di mantenimento al perfezionismo stesso.

