PERCHE’ AMIAMO
PERCHE’ AMIAMO
Una delle prime cose che accade quando ci si innamora è che si avverte un profondo cambiamento di consapevolezza: “l’oggetto del proprio amore” assume un significato speciale. La persona amata diventa unica e più importante di ogni altra cosa. La persona innamorata concentra l’attenzione sull’oggetto del proprio amore, spesso a discapito di ogni altra cosa intorno a se’, lavoro, amici, famiglia. Ortega y Gasset, filosofo spagnolo, definì questo cambiamento come una malattia dell’attenzione, che si verifica in una persona normale. Questa attenzione focalizzata è una caratteristica fondamentale dell’amore romantico. La persona innamorata comincia ad esaltare in tutto e per tutto l’altro individuo, esalta ogni aspetto, della persona adorata. Si verifica l’effetto “lente rosa”, gli innamorati perdono la testa al pensiero delle qualità dei propri amanti e trascurano in maniera eclatante la realtà, si convincono che anche i difetti sono qualità originali affascinanti ed amabili. Gli innamorati danno un nuovo ordine alle loro vite, per inserirvi la persona amata. L’amore: una sferzata di energia eccezionale, inappetenza quindi, e insonnia possono essere collegate a questo potentissimo sentimento, in grado di modificare molte abitudini dell’individuo. Molte persone innamorate possono cambiare atteggiamenti, interessi, modi di vestire, di muoversi a volte persino valori in cui credono. La passione romantica può far sperimentare molti cambiamenti d’umore, dall’euforia, quando il sentimento è ricambiato, all’ansia fino alla disperazione o rabbia se ci si rende conto che il sentimento non è reciproco o viene ignorato.
Spesso le avversità, gli imprevisti gli ostacoli che si intromettono tra due innamorati, alimentano le fiamme della passione reciproca. Secondo H. Fisher si verifica un particolare fenomeno, definito dall’autrice come “attrazione-frustrazione” : i litigi, le temporanee separazioni possono diventare stimolanti, le barriere sociali o fisiche infiammano la passione romantica, che diventa in molti casi sempre più tenace, aumentando il desiderio l’uno dell’altro.
La letteratura, poesie di tutto il mondo narrano e di quanto due innamorati vogliano unirsi in un rapporto sessuale, caratteristica anch’esso dell’amore romantico. Già Freud e molti altri studiosi sostenevano come il desiderio sessuale ne fosse una componente fondamentale, gli studiosi del Kama Sutra (libro del XV secolo), sanno molto bene che la parola amore, deriva dal sanscrito e significa “desiderare”. Gli amanti inoltre ambiscono ad un’esclusività sessuale, non ammettono tradimenti, non ammettono terze persone. Quando si ha un rapporto fugace, di una notte, con un amico, non ci si preoccupa che possa andare a letto con altre persone, fino a che non ci si innamora. Se questo avviene, e si comincia a desiderare un rapporto sessuale con l’altro, allora si comincia ad avvertire anche il bisogno e l’esigenza profonda che il partner rimanga fedele. H. Fisher suppone che questa esclusività sessuale in caso di amore sia radicata probabilmente fin dall’antichità per due motivi: per evitare che l’uomo venisse tradito e potesse allevare il figlio di un altro, e per proteggere la donna; l’esclusività sessuale ha permesso quindi ai nostri antenati di preservare il loro prezioso DNA. Insieme al desiderio di assicurarsi la fedeltà sessuale, si sviluppò un altro tratto, forse meno piacevole, dell’amore romantico che Shakespeare definì il “mostro dagli occhi verdi”: la gelosia
Se è vero che l’amore arriva non cercato, è pur vero che può andarsene in silenzio. Secondo Platone, l’amore era ne’ mortale ne’ immortale, l’amore è volubile, incostante, può svanire riaccendersi e svanire ancora. Quanto dura la magia dell’amore? Nessuno lo sa. Un gruppo di neuroscienziati è giunto alla conclusione che l’amore romantico, dura tra i dodici e i diciotto mesi (Marazziti et al; 1999). Nelle ricerche di H. Fisher, con i suoi studi sul cervello si arriva ad ipotizzare che la durata sia di diciassette mesi, anche se è pronta a scommettere che molto dipende dalle persone coinvolte, e che la durata può realmente variare moltissimo. In più sappiamo che le complicazioni, gli ostacoli aumentano e stimolano la passione. La fiamma dell’amore si affievolisce quando la coppia assapora le gioie della quotidianità e viene spesso sostituita da un altro schema che si attiva nel cervello :l’attaccamento, sensazione di serenità, sicurezza condivisione e unione con la persona amata.
Chimica dell’amore.
Gli studi di H.Fisher sul cervello si sono concentrati principalmente sui livelli di tre neurotrasmettitori: norepinefrina, dopamina, serotonina. La loro presenza infatti, produce molte delle sensazioni tipiche dell’amore romantico.
Elevati livelli di dopamina nel cervello producono un’attenzione focalizzata, un’estrema concentrazione, una motivazione determinata e comportamenti diretti ad uno scopo. Come accennato prima, queste sono caratteristiche dell’amore romantico in quanto la persona innamorata focalizza tutta la sua attenzione sul suo amore, escludendo tutti gli altri, focalizzandosi sugli aspetti positivi, tralasciando i difetti. Anche l’estasi, collegata all’amore romantico, è associata alla presenza della dopamina. Un’alta concentrazione di questa sostanza produce euforia, una sferzata di energia, ipercinesi, insonnia, perdita di appetito, accelerazione del battito cardiaco, della frequenza respiratoria. La dopamina, presente anche nelle varie forme di dipendenze, fa si che aumenti lo sforzo l’energia impiegata per raggiungere l’oggetto del desiderio, o proteggerlo in caso di rischio. La dopamina inoltre, il pepe nelle relazioni amorose, stimola il rilascio di testosterone, l’ormone del desiderio sessuale.
La norepinefrina, derivato della dopamina, anch’essa uno stimolante, e produce quindi effetti molto simili di nuovo all’amore romantico, mancanza di appetito, euforia, sensazione di energia continua. Aumenta le capacità mnemoniche della persona, ecco perché gli innamorati tendono a ricordarsi anche particolari, dettagli insignificanti per la maggior parte delle persone non coinvolte.
Una terza sostanza coinvolta, è la serotonina. Uno dei “sintomi” principali dell’amore romantico è il pensiero fisso, quasi ossessivo della persona amata. Nel disturbo ossessivo-compulsivo, caratterizzato dalla presenza di pensieri ossessivi, fissi e intrusivi, gli psichiatri prescrivo gli SSRI,sostanze che alzano i livelli della serotonina nel cervello e fanno diminuire le ossessioni. Ciò fa ipotizzare come alti livelli di dopamina e norepinefrina e bassi livelli di serotonina creino il mix perfetto per l’innamoramento. Più le altre due sostanze aumentano più i livelli di serotonina precipitano.
Bibliografia:
“Perché amiamo” – Essenza e chimica dell’innamoramento, Helen Fisher, 2005




