Incidenti e disturbo Post Traumatico da stress: Il risarcimento del danno aspetti psicologici e legali
INCIDENTI E DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS:
IL RISARCIMENTO DEL DANNO
ASPETTI PSICOLOGICI
Un grave incidente stradale è sempre un evento terribile e agghiacciante, ma quando avviene durante un giorno che dovrebbe essere un giorno di festa, di gioia, di allegria e serenità, lo è ancora di più. Soprattutto quando questo incidente porta dietro di sé oltre che la paura, la rabbia e la disperazione delle persone che hanno assistito alla scena impotenti, anche di coloro che sono rimasti feriti nel corpo e nell’anima. Non sempre l’incidente finisce quando si mette l’ultima firma sui rilievi o quando il medico dà i giorni di prognosi. E non sempre le sue conseguenze scompaiono quando ogni traccia visibile dell’evento scompare dal corpo della vittima d’incidente stradale. Il racconto dell’incidente sopra riportato ci porta in alcuni casi a sviluppare conseguenze invisibili che possono derivare dallo stesso e che comunque ha rappresentato un trauma per chi lo ha vissuto. Dobbiamo pensare, infatti, che certi eventi siano in grado di segnarci profondamente nel nostro intimo e di radicarsi a nostra insaputa all’interno dalla nostra psiche. Gli eventi traumatici sono quelli che hanno colpito profondamente il nostro lato emotivo, ed è proprio quest’ultimo che si ribella al loro insediamento e che tenta in ogni modo di mandarci dei segnali, attraverso la mente (i ricordi, gli stati d’ansia, la fobia) o il corpo (disturbi somatici senza causa organica).
l disturbo post traumatico da stress colpisce le persone che hanno vissuto l’esperienza di un evento traumatico, che ha implicato gravi lesioni, morte, minaccia di morte o dell’integrità fisica propria o altrui, quindi anche un incidente stradale può rientrare in questa casistica. La persona ha reagito con orrore, paura e sentimenti di impotenza.
Sintomi del disturbo post traumatico da stress
I sintomi del disturbo post traumatico da stress sono molteplici, si possono raggruppare in alcune categorie:
-modalità con cui viene rivissuto l’evento che possono essere: immagini, pensieri o percezioni che si presentano come ricordi intrusivi e persistenti, sogni stressanti ricorrenti, flashback, immagini come se l’evento si stesse ripetendo, forte disagio psicologico e reattività psicologica in presenza di elementi simili o simbolizzanti il trauma.
–persistente evitamento degli elementi che vengono associati all’evento traumatico, abbassamento della reattività: tali comportamenti si manifestano attraverso sforzi per evitare in modo fisico e psichico qualsiasi elemento associato al trauma come luoghi, persone, attività, pensieri e sensazioni:
- difficoltà nel ricordo del trauma, marcata riduzione dell’interesse o della partecipazione ad attività significative
- sentimenti di distacco o estraneità nei confronti degli altri, riduzione dell’affettività in termini di incapacità a provare amore o altri sentimenti nei confronti degli altri
- sentimenti di diminuzione delle prospettive future: queste persone temono di non poter più aspirare a una vita normale.
–aumento del livello di attivazione di questi individui che si manifestano sotto forma di ipervigilanza, difficoltà di concentrazione, esagerate risposte di allarme, irritabilità, scoppi d’ira, difficoltà di addormentamento o di mantenere il sonno.
I sintomi descritti rappresentano tutta la gamma sintomatica di questo disturbo, ma perché venga diagnosticato il disturbo post traumatico da stress non è necessario che siano presenti tutti. La diagnosi può essere fatta se i sintomi persistono da almeno un mese e causano la compromissione delle attività lavorative, sociali e delle altre aree importanti per la vita della persona.
Trattamenti del disturbo post traumatico da stress Il disturbo post traumatico da stress è molto diffuso tra i soggetti esposti ad eventi traumatici. Si tratta di un disturbo che tende a cronicizzarsi quando non viene trattato. Le terapie solitamente utilizzate sono le terapie cognitivo-comportamentali che includono metodi di desensibilizzazione sistematica, esposizione, tecniche di gestione dell’ansia, stress inoculation training (tecnica che comprende elementi di rilassamento, blocco del pensiero e autodialogo guidato, modellamento coperto e giochi di ruolo), e “desensibilizzazione e riprocessamento del movimento oculare”.
ASPETTI LEGALI
La legge prevede che chiunque causa ad altri un danno ingiusto è tenuto a risarcirlo.
Il danno ingiusto può derivare da un comportamento materiale tra due soggetti che non sono legati da alcun rapporto precedente, come accade nel caso del sinistro stradale.
In questi casi il danneggiato, per poter ottenere il risarcimento, oltre a provare l’esistenza di un danno ed il fatto che questo deriva dal comportamento di un terzo, dovrà dimostrare anche che questo comportamento è stato negligente. Tecnicamente si dice che il danneggiato dovrà provare la colpa dell’agente.
Va comunque sempre tenuto presente che il danno può essere risarcito solo se esso è conseguenza immediata e diretta del comportamento del danneggiante (prova del nesso causale).
Il danno in ogni caso va dimostrato sia sotto il profilo della sua sussistenza sia sotto il profilo della sua quantificazione. Qualora non sia possibile quantificarlo, il Giudice potrà procedere alla quantificazione secondo i principi di equità (c.d. valutazione equitativa).
I DANNI RISARCIBILI:
– Danno patrimoniale: è la lesione che un soggetto subisce al proprio patrimonio ed è immediatamente valutabile in termini monetari.
– Danno non patrimoniale: consiste nella lesione di un bene della vita che non può essere oggetto di quantificazione economica (es: onore, salute, vita di relazione ecc…).
La possibilità di ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale è disciplinata dall’art. 2059 c.c.
Nella categoria del danno non patrimoniale risarcibile, vi rientra il DANNO MORALE.
Il danno morale può essere definito come “il danno conseguente al dolore patito per aver subito un danno ingiusto”.
Nel caso di sinistro stradale ma, anche nel caso di danni ingiusti derivanti da altri comportamenti tenuti da terzi, qualora il soggetto danneggiato come conseguenza dello stesso, subisca “gravi disagi psichici” potrà ottenere un ulteriore risarcimento da aggiungersi al risarcimento del danno biologico e patrimoniale.
Tuttavia, perché tali disagi psichici siano risarcibili è necessario che la lesione sia grave (e cioè che superi la soglia minima di tollerabilità, imposto dai doveri di solidarietà sociale) e che il danno non sia futile ( vale a dire che non consista in meri disagi o fastidi o sia pure meramente immaginario).
In questo caso la determinazione della percentuale di danno morale risarcibile viene effettuata, caso per caso, tenendo conto dell’entità della sofferenza e del turbamento dello stato d’animo, oltre che alla lesione alla dignità della persona, connessi e in rapporto con l’evento dannoso, in misura fino ad un massimo di due terzi del valore (lettere a) e b) art. 5 D.P.R. n. 37 del 2009).
Infine, pare opportuno ribadire che, con diverse sentenze la Corte di cassazione ha ribadito la “ autonomia del danno morale”, autonomia che deve essere considerata in relazione alla diversità del bene protetto, che attiene alla sfera della dignità morale delle persone e ad un diritto inviolabile delle persone (art. 2 Costituzione) (Cassazione Civile, sent. n. 5770 del 10.03.2010).
Avv. Elisa Stella Montemagni
STUDIO LEGALE
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