Attacchi di Panico l’esperienza di G.
Così descrive la sua esperienza G. che ha voluto condividerla con noi e ci ha chiesto di pubblicarla per poter essere d’aiuto a tutte quelle persone che soffrono di attacchi di Panico
“L’anno scorso ho deciso di rivolgermi ad uno psicologo, i miei attacchi di panico e la paura dell’ansia che poteva esplodere da un momento all’altro mi avevano reso schiavo di me stresso. Mi ero chiuso in casa, avevo lasciato gli studi, mi muovevo solo se accompagnato.” Era un incubo, ma era tutto ciò che potessi fare. Cercavo di tranquillizzarmi ma la paura mi attanagliava. Era la mia prigione che poi ho definito di cuscini. Cuscini perché era l’unico modo che avevo di star comodo, di sopravvivere alla paura … paura di morire, del fallimento, del dolore. Paura di non farcela e darsi dello stupido per non riuscire davvero a farcela.”
Il suo più grande scoglio è stato riconoscere di aver un problema e chiedere aiuto. Rivolgersi ad uno psicologo? Cose da pazzi!! “Io non sono matto.. mi basta uscire con gli amici, pensavo… una birretta… mi dicevo. Ma con il passare del tempo poi già stare a casa da solo era difficile e lentamente ciò che era la routine era diventato un macigno da superare. Guidare? Uscire? Dare gli esami? Non posso farcela. Non posso. Non voglio. Non ci riesco.. che stupido.”
Ciò che non capivo era come potesse una chiacchierata con qualcuno che non sa niente di me potesse aiutarmi.
“Ho scoperto che dallo psicologo non si chiacchera, non siamo amici ne’ confidenti, è un rapporto professionale, permette un’esplorazione e una conoscenza di se stessi che prima non avevo nemmeno immaginato.”
Ho così imparato a conoscermi davvero, ad avere più strumenti, ad essere in contatto con le mie emozioni senza esserne travolto. Ho imparato cosa significa aver fiducia nelle mie reali possibilità e confrontarmi con i dati oggettivi della mia esperienza. Ho dato un significato diverso a ciò che prima mi angosciava e spaventava.
“Detto così può sembrare facile, ma è stato faticoso, a tratti ho pensato di mollare, ma per fortuna, mi sono preso le mie responsabilità e non ho mollato.”
La mia esperienza è simile a quella di tanti altri. Io ho trovato il coraggio per lottare e confrontarmi con gli angoli più bui di me. Fa paura ma la paura di non essere più in grado di uscire era peggiore. Io ce l’ho fatta con l’aiuto di un professionista. Non abbiate paura a chiedere aiuto, anche se è difficile. Potete farcela. Non imprigionate la vostra vita nel panico, non ve lo meritate. Guardandomi indietro non è stato tempo perso ma anzi, mi aiutato a crescere, a confrontarmi e ad essere più consapevole. Chiedete aiuto!
G.
