Comportamenti Passivi aggressivi come si comportano?
C’è mai stato un momento della vostra vita in cui vi siete legati moltissimo ad una persona perché l’avete vista bisognosa indifesa e poi “sbam” vi è stata chiusa la porta in faccia? Di punto in bianco, senza sapere cosa aveste fatto vi hanno bannato dai contatti e bloccato su whatapp? Persone che a volte smettono di rispondervi quando una conversazione diventa emotivamente carica, oppure che non vi rispondano quando siete arrabbiati?
Queste situazioni possono essere molto frequenti quando si viene a contatto con una persona con un comportamento di tipo passivo-aggressivo.
Il comportamento passivo-aggressivo è definito come un modo intenzionale ma mascherato di esprimere sentimenti di rabbia (Long, Long & Whitson , 2008 ).
È un comportamento di distanziamento e protezione che il passivo aggressivo mette in atto gestire la rabbia nei confronti dell’altro, possono essere silenzi, frecciatine, ritardi, mostrare disinteresse.
Uno stile di comportamento passivo aggressivo viene impiegato quando non si vuole mostrare la propria rabbia.
I soggetti con questa modalità di gestione della rabbia appaiono spesso passivi, docili e fragili. Nell’altro evocano comportamenti di accudimento e senso di protezione, solitamente le persone tendono ad avvicinarsi per prendersene cura.
In realtà, il loro atteggiamento si delinea con comportamenti che includono indifferenza o aggressività, nascono dall’incapacità di esprimere emozioni e comunicare i propri sentimenti in maniera assertiva si impone un po’ come una modalità di controllo e evitamento delle responsabilità relazionali.
Vi è la tendenza a evitare la responsabilità delle proprie emozioni soprattutto quelle collegate a aspetti rabbiosi, anzi queste emozioni vengono dissimulate, perché avvertite come inappropriate o sbagliate.
Il comportamento si trasforma in gentile o addirittura accomodante, ma la forte rabbia latente viene scaricata in modo indiretto, le risposte diventano frammentarie e non risolutive, le informazioni vengono omesse o perfino alterate mentendo.
La persona passiva aggressiva teme la rabbia perché la ritiene una emozione inaccettabile, nella crescita direttamente o indirettamente, attraverso l’educazione ha appreso che essa è un emozione inammissibile e va soppressa il più possibile perché ritenuta inconcepibile. La rabbia anche se emozione naturale, spesso nel contesto educativo di riferimento viene individuata come emozione sbagliata e non esprimibile.
Fin da bambini le figure di riferimento significative come i genitori e gli insegnati educano che bisogna essere “buoni” e occultare o comunque contenere sentimenti di rabbia, ma spesso nessuno aiuta a riconoscere e gestire efficacemente questa emozione. Quindi spesso porta le persone a non avere strumenti per esprimere la rabbia e il dissenso nelle relazioni, e quando si trovano in relazioni ove non riuscendo a esprimere dissenso subiscono passivamente facendo accrescere emozioni iraconde.
Il non riuscire a esprimere assertivamente le emozioni rabbiose, fa si che esse permangono e ciò porta a comportamenti di evitamento o distacco dall’altro, atteggiamenti che in realtà non sembrerebbero aggressivi ma nascondono in se tutta la carica violenta che non esprimono.
Quell’emozione di rabbia inibita viene manifestata con modalità alternative, socialmente accettabili, spesso attraverso comportamenti aggressivi passivi come ad esempio interrompere del tutto i rapporti con quella persona e allontanarla,
procrastinare,
dire bugie,
fare promesse e non mantenerle,
inventare scuse,
mandare messaggi con un doppio senso,
lamentarsi,
assumere atteggiamenti da vittima ecc.
Spesso questo tipo di persone non hanno una comunicazione chiara e diretta e tendono a negare la propria rabbia, a volte arrivano a mettersi nel ruolo della vittima, tutto questo non fa che aggravare le loro relazioni interpersonali. Il passivo aggressivo lascia scorrere e non riesce a gestire una relazione portando il personale punto di vista. Infatti, l’altro non comprende i motivi del comportamento del passivo aggressivo, a volte è del tutto ignaro dei meccanismi per cui si comporti così perché non ha mai avuto un riscontro chiaro sulle motivazioni di quel comportamento, finchè non sente quella rabbia come propria e la scarica nuovamente sul passivo aggressivo.
Sicuramente tutte le personalità passive aggressive sono supportate da una grossa insicurezza e fragilità e incapacità di esprimere bisogni e emozioni.
Hanno una paura profonda di non piacere o di essere rifiutati che li porta anziché comunicare i propri vissuti ed entrare in una relazione più intima, a cercare vie alternative per mascherare la propria ostilità e ottenere benevolenza e non scatenare reazioni negative negli altri.

Modalità comportamentali che a lungo termine diventano distruttive per le relazioni interpersonali e nel corso del tempo le relazioni con una persona con un disturbo passivo aggressivo diventano confuse, distruttive e disfunzionali.
Un percorso terapeutico diventa importante per aver maggior contatto emotivo dare voce a quella emozione e imparare a trasformare la rabbia non espressa in una rabbia sana. L’obiettivo è di avere relazioni interpersonali sane e appaganti per raggiungere il proprio benessere personale e uscire da un circolo vizioso.
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