Disturbi della personalità
Secondo una definizione dell’OMS del 1994, per personalità si intende una modalità strutturata di pensiero, sentimento e comportamento che caratterizza il tipo di adattamento al contesto e lo stile di vita di un soggetto e che risulta da fattori costituzionali, dello sviluppo e dell’esperienza sociale.
Un disturbo di personalità rappresenta un modello di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo in una delle seguenti aree: cognitiva, affettiva, funzionamento interpersonale, controllo degli impulsi. Risulta essere un modello pervasivo e inflessibile nelle diverse situazioni personali e sociali. Esordisce nell’adolescenza o nella prima età adulta, e determina disagio o compromissione del funzionamento sociale e lavorativo.
I disturbi di personalità sono stabili nel tempo, vale a dire che la persona si presenta da sempre con certe caratteristiche di personalità.
I disturbi di personalità sono stati classificati, secondo la più diffusa classificazione psicopatologica, in tre categorie principali:
GRUPPO A – strano/eccentrico
• I sintomi presentano similarità con quelli delle fasi prodromica e residua della schizofrenia: (disturbo di personalità paranoide, schizoide, schizotipico.)
GRUPPO B – amplificativo/imprevedibile
• Ampia varietà di sintomi: comportamenti mutevoli, autostima ipertrofica, esagerate manifestazioni emotive, comportamenti antisociali: (disturbo di personalità antisociale, borderline, istrionico, narcisistico)
GRUPPO C – ansioso/pauroso
• Diversi tipi di manifestazioni per diversi tipi di timore verso situazioni, persone ecc.: (disturbo di personalità evitante, dipendente,ossessivo-compulsivo.)
Quali sono le conseguenze?
Questi individui possono avere grosse difficoltà nel controllare i loro impulsi ed emozioni, e spesso hanno delle percezioni distorte di sé e degli altri. Ne risulta che possono provare molta sofferenza ed esperire problemi a casa, a lavoro e nelle relazioni interpersonali.
I familiari spesso riportano episodi di esplosione di rabbia, depressione estrema, autolesionismo, tentativi di suicidio e abuso di droghe e alcol. I pazienti con un disturbo di personalità sono spesso riferiti per il trattamento dalle persone che sono loro vicini perché riconoscono la presenza di problemi gravi, o perché hanno raggiunto il loro limite personale di sopportazione.
Questi pazienti, infatti, solitamente non ritengono di soffrire di un disturbo di personalità e considerano i loro schemi di personalità indesiderabili soltanto quando causano un’evidenza sintomatica (depressione o ansia), o quando sembrano interferire con importanti aspirazioni sociali e lavorative (come nel caso della personalità dipendente o evitante).
Trattamento
Il trattamento di elezione è una psicoterapia cognitiva a lungo termine. Nell’ambito dello sviluppo della terapia cognitiva, infatti, sono stati messi a punto efficaci programmi di trattamento per i più comuni disturbi di personalità.
Il trattamento è volto ad individuare comportamenti disfunzionali, credenze, aspetti affettivi ed emotivi che caratterizzano il disturbo. Si tratta dell’analisi completa della struttura disadattiva del paziente che si riflette nel suo modo di pensare, agire, provare emozioni, fronteggiare i problemi. Lo scopo dell’analisi della struttura è quello di poter intervenire per modificarla .
Quali sono i disturbi di personalità:
- Disturbo di personalità ossessivo compulsivo
- Disturbo personalità Bordeline
- Disturbo narcisistico di personalità
- Disturbo paranoie di personalità

