Disturbo Bipolare
Disturbo Bipolare
Il disturbo bipolare, anche conosciuto come malattia maniaco depressiva o come psicosi maniaco depressiva, è un disturbo caratterizzato da oscillazioni insolite del tono dell’umore e della capacità di funzionamento della persona.
Caratteristiche disturbo Bipolare
Il disturbo bipolare è caratterizzato dall’alternanza di uno stato depressivo e uno maniacale (o ipomaniacale); quando la persona transita in modo non definitivo da uno stato all’altro (cioè non è completamente depresso né completamente in mania) si può presentare, invece, lo stato misto.
Non bisogna, però, confondere quelli che comunemente sono definiti “alti e bassi”, che ognuno di noi può avere nel corso della propria vita quotidiana, con le severe manifestazioni del disturbo bipolare, che possono, invece, rovinare i rapporti interpersonali, causare la perdita del lavoro e, in casi estremi, esitare in comportamenti suicidari.
Infatti, nella fase maniacale, il disturbo si manifesta tipicamente in forme di disinibizione ed eccitazione esasperata e in altri comportamenti eccessivi e socialmente inappropriati.
Al contrario, le fasi depressive possono risultare talmente gravi da portare anche ad episodi di autolesionismo. L’abuso di alcol e droghe associato al Disturbo bipolare non è infrequente
Nel disturbo bipolare sono presenti episodi depressivi e maniacali (o ipomaniacali).
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I sintomi della depressione sono molto noti e conosciuti: umore depresso, pensieri orientati verso la depressione (es. “Non ce la farò mai!”;“Non c’è più speranza!”), sensazione di fatica e scarso senso soggettivo di energia, sensazione di non farcela nelle attività quotidiane, peggioramento dei sintomi tipicamente al risveglio (anche se vi sono delle eccezioni), risvegli notturni molto angosciosi con difficoltà a riprendere il sonno, idee di morte, mancanza di speranza, inappetenza o in rari casi iperfagia, ridotta capacità di trarre piacere dalle attività che in passato procuravano gioia e soddisfazione, sensazione che gli altri possano non comprendere tale situazione e che siano ottimisti inutilmente, ridotto desiderio sessuale, difficoltà concentrarsi e a prestare attenzione, irritabilità.
E’ molto importante distinguere la depressione dalla tristezza, che non è una malattia, ma un sano sentimento umano, come anche la depressione dalla reazione psicologica ad un lutto (che non è necessariamente la morte di qualcuno, ma anche una perdita affettivamente significativa). La persona in quest’ultimo caso, infatti, risponde molto positivamente alle sollecitazioni, ad esempio se siamo a lutto e un amico ci propone una passeggiata, anche se con difficoltà e fatica, riusciamo a beneficare della presenza dell’altro e della attività proposta. Chi è depresso e viene sollecitato, invece, ha molto di frequente un peggioramento transitorio e non riesce a godere in nessun modo della proposta. - La mania, invece, si manifesta in modo abbastanza eclatante, anche se con gradazioni diverse. I sintomi: umore elevato espansivo percepito dagli altri come inusuale, comportamenti molto disinibiti, facilità estrema a spendere del denaro, a fare acquisti, sensazione di energia quanto mai intensa e di senso di infaticabilità, allegria, iperattenzione ma con distraibilità, capacità di iniziare contemporaneamente tante attività ma con scarsa capacità di portarle a termine, comportamenti aggressivi e impulsivi con gravi conseguenze sia lavorative che personali, incremento della irrequietezza, essere eccessivamente sopra le righe, eccessivo buon umore euforico, estrema irritabilità, aumento della velocità dei pensieri, saltando da un’idea ad un’altra, enorme distraibilità, ridotto bisogno di sonno, fiducia non realistica nelle proprie capacità, bassa capacità di giudizio, spese incredibili, comportamento sessuale aumentato, abuso di droghe, specialmente cocaina, alcool e farmaci, comportamento provocatorio, intrusivo o aggressivo. Si parla di episodio maniacale se i sintomi persistono per più di settimana.
- L’ipomania, infine, è uno stato alterato dell’umore meno intenso rispetto allo stato maniacale. E’ necessario, tuttavia, differenziare la ipomania dallafelicità, in quanto la prima è percepita dagli altri come inusuale, non è collegata agli eventi di vita, si presenta con instabilità del tono dell’umore ed il soggetto presenta una storia di depressione.
Comunemente si distinguono due forme di disturbo bipolare:
- il disturbo bipolare di tipo I, caratterizzato da episodi depressivi e episodi maniacali;
- il disturbo bipolare di tipo II, caratterizzato da episodi depressivi e episodi ipomaniacali.
Quando quattro o più episodi della malattia si presentano durante un periodo di 12 mesi, si parla, di disturbo bipolare a cicli rapidi. Alcune persone possono soffrire di vari cicli in una singola settimana o persino in un singolo giorno. I cicli rapidi si sviluppano più tardi nel corso della malattia e sono più comuni fra le donne che fra gli uomini.
A volte, gli episodi severi di mania o di depressione includono i sintomi psicotici. Tra questi i più comuni sono le allucinazioni (es. udire delle voci che nessuno sente, sentire degli odori che nessuno sente) e i deliri.
I sintomi psicotici nel disordine bipolare tendono a riflettere la fase dell’umore.
Alcuni pazienti con disturbo bipolare, inoltre, possono mettere in atto dei tentativi di suicidio. Chiunque stia pensando al suicidio deve rivolgersi immediatamente all’attenzione di un sanitario, preferibilmente un medico psichiatra o uno psicologo. E’ importante ricordare che chi parla di suicidio dovrebbe essere preso seriamente in considerazione. Il rischio per il suicidio è più alto all’inizio della malattia quando ancora il soggetto non ha chiaro di cosa soffra e come affrontare la sofferenza. Quindi prima si riconosce il disturbo bipolare prima si imparerà a gestirlo e a chiedere aiuto nel momento giusto.
Cause del disturbo bipolare
La ricerca è al lavoro con moltissimi studi. La gran parte della comunità scientifica è concorde per una ipotesi multifattoriale nella genesi della malattia.
Il disturbo bipolare è molto frequente in alcune famiglie in cui molti membri all’interno hanno la malattia o alcuni tratti. Questa evidenza segnala laimportanza dei fattori genetici su cui però non si ha ancora una risposta definitiva. I geni, lo ricordiamo, aumentano la possibilità di sviluppare la malattia ma non la generano direttamente e non si può affermare in alcun modo che avere i geni della malattia significa di sicuro ammalarsi. Studi su gemelli indicano che se uno dei due gemelli è malato l’altro ha 6 volte in più la probabilità di sviluppare la malattia. In aggiunta, i dati di ricerca ci dicono che il disturbo bipolare non è causato (come anche le altre malattie mentali) da un singolo gene.
Conseguenze
Le manifestazioni del disturbo bipolare sono severe e possono rovinare i rapporti interpersonali, causare la perdita del lavoro e, in casi estremi, esitare in comportamenti suicidari
Questa malattia è totalmente incompatibile con una vita regolare e produttiva, le cure cui ci si sottopone molto frequentemente durano per tutta la vita. Alla stessa stregua delle malattie cardiologiche e del diabete, infatti, il disturbo bipolare è una malattia di lunga durata che deve essere controllata costantemente durante vita della persona.
Nella gran parte dei casi la malattia non viene riconosciuta con facilità e le persone possono star male per anni prima di ricevere una corretta diagnosi e un adeguato trattamento.
Circa il 2.5% della popolazione ha un disturbo bipolare. Tipicamente il disturbo si sviluppa nella tarda o nella prima età adulta.
Differenti tipi di trattamento Trattamento
Lo scopo del trattamento psicoterapeutico consiste nel ridurre la frequenza e la gravità degli episodi maniacali e depressivi, nonché prevenire le ricadute future. La maggior parte delle persone affette da Disturbo bipolare necessita anche di lunghi trattamenti farmacologici, combinando sia farmaci finalizzati alla stabilizzazione dell’umore, sia tranquillanti più efficaci nei periodi acuti. Nei momenti più difficili (nel caso, ad esempio, di comportamenti pericolosi e di azioni di autolesionismo irreversibili) è indicato il ricovero ospedaliero per disporre di un trattamento intensivo sotto il costante controllo medico.
La terapia cognitivo-comportamentale è tra i trattamenti più utilizzati e si dimostra molto efficace nella cura di questo disturbo.
Gli interventi sono finalizzati ad aiutare il paziente a conoscere meglio il proprio funzionamento e ad accettarlo, a distinguere se stesso e la propria personalità dalla malattia, a migliorare la gestione dello stress e indirettamente, quindi, a ridurre i fattori di rischio di ricaduta. La terapia fornisce, inoltre, conoscenze e strumenti utili per affrontare gli episodi maniacali e depressivi ,ad esempio, è dimostrato che tenere comportamenti regolari rispetto all’alimentazione, al sonno e, più in generale, rispetto alle proprie attività, può risultare utile nell’evitare gli eccessivi squilibri dell’umore.

