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Bullismo…Testimonianza di Claudia

bullismo...la testimonianza di ClaudiaIL BULLISMO:  COS’E’? COSA SI PUO’ FARE?

 

Un ‘bullo’ può essere definito come qualcuno/a che, facendo il prepotente, cerca di far del male ad altri, fisicamente e/o verbalmente.

Può accadere che la vittima venga picchiata o subisca violenze di altro tipo (es. sputi, furti ecc.), che venga insultata, provocata o minacciata.

Quì di seguito potete leggere una testimonianza di una ragazza che ha subito bullismo in età adolescenziale.

Dopo il racconto troverete varie indicazioni di ciò che vi consigliamo di poter fare nel caso vi trovaste in questa situazione, oppure nel caso in cui vi accorgeste che qualcuno di vostra conoscenza è una persona che viene ‘bullizzata’ da qualcuno.

 

 

Sono Claudia, e oggi ho deciso di raccontare una parte dolorosa della mia storia passata.

Avevo 17 anni e ho aspettato così tanto tempo a portare alla luce ciò che mi tormentava perché è solamente adesso che sono diventata consapevole di ciò che ho dovuto subire.

A lungo ho sminuito la gravità degli episodi di cui sono stata protagonista, ripetendomi che forse ero io che esageravo o che sbagliavo qualcosa, che era giusto che sopportassi.. e che sarebbe stato eccessivo chiamare quelle violenze ‘bullismo’.

Oggi invece, che di anni ne ho 37, riesco a capire che la violenza che subivo non la meritavo, che non avevo colpe per quello succedeva e che questi episodi andavano denunciati.

Con il mio breve racconto mi piacerebbe donare un po’ di forza a chi si trova nella situazione in cui mi sono trovata io, quella forza che a me è mancata.

Forza di agire, ma prima ancora di comprendere.

Quel ragazzo mi ha ferita, verbalmente e fisicamente, e dopo aver realizzato che non meritavo niente di questo, sono riuscita a provare addirittura compassione per lui, a perdonarlo, nonostante il male che mi ha fatto. Ho avuto la forza di iniziare un percorso e la fortuna di incontrare persone che mi hanno aiutata e un Padre Celeste da cui ho imparato il perdono. Spero che chi vive quello che ho vissuto io trovi la forza di reagire invece di sentirsi ‘deboli’, ‘diversi’ e ‘soli’.

Non mi ricordo esattamente come tutto sia cominciato, ma posso dirvi con certezza che ancora sento quell’emozione di paura e terrore che provavo quando mi trovavo quel bullo nei paraggi.. a scuola, in sala giochi, in giro, era dappertutto e mi sembrava impossibile riuscire ad evitarlo, riuscire a proteggermi. 

Quando tutto questo succedeva, 20 anni fa, difficilmente si parlava di queste realtà.. regnava il silenzio. Ricordo qualche timido tentativo da parte dei professori di proteggere gli ‘emarginati’ o i ‘derisi’ della classe. Ovviamente non era abbastanza per fermare l’incubo che vivevo. Frequentavo il Liceo e avevo problemi nel socializzare.. e questa era la mia condanna.

La mattina avevo due autobus che mi portavano a scuola e ogni giorno dovevo impegnarmi a capire dove fosse quel bullo, in modo da prendere l’altro autobus. Immaginate lo stress che questo mi creava, giorno dopo giorno. Quando ci riuscivo pensavo ‘ah, sono salva!’ … ma lo ero solo per un po’: poco dopo qualcosa tornava a tormentarmi, l’ansia non se ne andava perché sapevo che prima o poi lo avrei rivisto e che sarebbe tornato a farmi subire.

Credo che una delle strategie più efficaci sia parlarne, cosa che io purtroppo non sono riuscita a fare. Parlare con qualcuno di fidato che può sostenerti e che ti dia stabilità.. un genitore, un professore o qualsiasi altra persona che sentiamo ci possa capire e aiutare. In quel periodo non me la sentivo di parlare, temevo di non essere capita, ascoltata e che la situazione sarebbe potuta addirittura peggiorare, che si sarebbe vendicato, aumentando le violenze o deridendomi. Come molti bulli non era da solo, era con il gruppo di amici che lo approvavano, sghignazzando mentre lui mi faceva subire. Era umiliante.

Queste ferite fanno sì che talvolta, ancora oggi, mi portino a ripensare a quei momenti. Quelle risate mi rimbombano in testa e se qualcuno ride al mio passaggio, mi convinco che rida di me. Allora era reale, adesso è solo nella mia testa… ma c’è.

Avrete capito che ero poco sicura di me e quello che subivo non aiutava. Le parole che mi dicevano diventavano mie a forza di sentirmele ripetere, ci credevo. Mi sentivo brutta e sentivo che l’avrei pensato per sempre. Continuavo chiedendomi chi mi avrebbe voluta e mi rispondevo ‘nessuno’. Come nel film Wonder aspettavo la festa di Carnevale, così non mi avrebbe riconosciuta e mi sarei sentita più libera, più in pace.

Quando lo incontravo aspettavo di poter scendere da quell’autobus, uscire dalla sala giochi, cambiare strada. Aspettavo che quell’umiliazione finisse.

Questa parte della mia esistenza ha influito su alcuni miei modi di pensare e di essere. Ed è per questo che ho deciso di parlarne.

Se qualcuno si fosse rivisto, anche solo in parte, nella mia storia, spero si senta meno solo, meno diverso, meno sbagliato e che abbia il coraggio di parlane. Tenersi tutto dentro è uno sbaglio. Difendetevi e se non avete le forze fatevi aiutare, non aspettate che l’umiliazione finisca da sola, come facevo io.

Non restate in silenzio.

Non permettere a nessuno di farvi sentire una nullità perchè non lo siete.

Voi valete per il fatto stesso di esistere.

 

Chi si trova in situazioni simili a quella descritta da Claudia può provare emozioni negative, continue e intense: può sentirsi triste, impaurito/a e impotente.

Chi è il bullo?

Il bullo è qualcuno che vuole che gli altri pensino che lui/lei sia potente, di successo e che può dimostrare di tenere tutti sotto controllo. Questo risultato lo ottiene cercando di mettere paura alla vittima, attraverso l’aggressività. Se la prende generalmente con qualcuno/a che non riesce a difendersi da solo/a o che considera diverso/a per qualche aspetto. Il bullo sembra forte e potente, ma in realtà è molto spesso una persona che ha delle difficoltà, che non sta bene con se stessa e con gli altri.

Come emerso dal racconto di Claudia, fare qualcosa può sembrare difficile ma è fondamentale trovare la forza per reagire.

Come? Cosa è possibile fare?

– Raccontare a qualcuno di cui ti fidi quello che sta succedendo. Cerca di far capire a questa/e persona/e che quello che stai vivendo ti crea dei problemi e che per te è importante che venga fatto qualcosa per aiutarti ad uscire da questa terribile situazione. Parlane finchè non hai ottenuto un aiuto concreto e raggiunto il tuo obiettivo: liberarti  dall’aggressività del bullo. Spesso succede di avere paura a parlarne: fatti coraggio e pensa che quello che sta accadendo non è colpa tua: non meriti di vivere queste violenze ed è tuo diritto quello di farti aiutare per liberartene.

Mentre stai cercando di farti aiutare, puoi utilizzare anche altre strategie come:

– Ignorare ciò che il bullo ti dice, pensando a qualche tuo aspetto positivo;

– Cercare di capire quando è il momento giusto per andare via e allontanarti dalla situazione;

– Provare a farti nuovi amici/amiche, nel caso tu ti senta solo/a;

– Non sentirti costretto/a a fare ciò che non vuoi fare;

– Cerca di farti vedere (dal bullo) calmo/a e tranquillo/a anche se sei spaventato/a. Il bullo potrebbe provare gusto nel vedere che te la prendi per quello che dice: vederti impaurito/a è spesso quello che vuole.

APPROFONDIMENTI:

Le conseguenze del bullismo: cosa è importante sapere

 

Un lavoro fatto in associazione con i villaggio arcobaleno, racconta il bullismo visto dagli occhi dei ragazzi.

20 Maggio 2020/da Dott.ssa Valentina Dorotoni
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