Tanoressia: l’ossessione per l’abbronzatura.
Tanoressia: l’ossessione per l’abbronzatura.
Come cantava Edoardo Vianello…” AABBRONZATISSIMA, sotto i raggi del sole…”
Tanoressia, ma che significa?” Un neologismo, dall’inglese “tan” abbronzatura e dal greco “orexis” appetito. Indica quindi una dipendenza dai raggi solari, sopratutto per alcune donne dai 16 ai 50 anni in alcuni casi la fame di abbronzatura sembra non placarsi mai. Nonostante la palese abbronzatura, per questi individui non è mai abbastanza. Ricorrono quindi a lampade, solarium, esposizioni selvagge ai raggi UV, per aumentare sempre di più il colorito a qualunque costo, mettendo anche a rischio la salute. In Italia il disturbo colpisce il 20% della popolazione (fonte: Alma Mater Studiorum, Bologna). I “tan addicted” si sentono bene solo se vedono il proprio corpo abbronzarsi rapidamente, incuranti di rovinare la pelle, anche se insorgono dermatiti eritemi macchie e un precoce invecchiamento della pelle.
Vediamo insieme quali sono le principali caratteristiche della sindrome compulsiva da sole:
– i tanoressici ritengono di non essere mai sufficientemente abbronzati;
– il piacere per una pelle abbronzata diventa per il soggetto una vera ossessione, se non addirittura lo scopo, la ragione fondamentale della vacanza. Senza abbronzatura, la vacanza perde di senso.
– Una vera e propria avversione per le protezioni solari, creme con filtri uv, che si accompagna ad una tendenza ad esporsi al sole il più possibile, ignorando del tutto le regole per una corretta esposizione solare;
– ansia e disagi psichici piuttosto intensi insorgono se non si può stare abbastanza al sole o frequentare i solarium.
Si parla di compulsione cioè un impulso, un comportamento messo in atto volontariamente con il fine di placare, seppur momentaneamente, l’ansia generata dall’ossessione in questo caso l’abbronzatura, tanto che si possono mettere in atto dei veri e propri rituali, che scandiscono e danno senso alla giornata, rituali che se non vengono rispettati o compiuti generano un forte senso di colpa e sentimenti di indegnità
Nonostante la ricerca scientifica si occupi da tempo di rintracciare le cause della tanoressia, non sono stati riconosciuti fattori di rischio ben definiti. Ci sono più elementi e fattori concomitanti che concorrono a far cadere nell’ossessione dell’abbronzatura. Alla base però è stata riscontrata un’insicurezza nei confronti di se stessi , un bisogno di approvazione dagli altri che porta ad essere fragili e bisognosi di conferme dall’esterno. Ci sarebbe, quindi, alla base un disagio psicologico.
Tuttavia la ricerca scientifica è riuscita ad individuare anche la carenza di alcuni mediatori chimici, soprattutto la serotonina e la dopamina, che riescono a darci una sensazione di benessere. In generale, in tutti i disturbi ossessivo-compulsivi, esiste nel cervello un’alterazione nel rilascio di questi neurotrasmettitori. E’ stato riscontrato anche che l’esposizione solare in questi soggetti, riesca ad attivare il circuito del piacere, sopperendo alla mancanza di un adeguato livello di serotonina e dopamina.
Un percorso di psicoterapia, volto all’esplorazione di se stessi, dei propri bisogni, atto ad aumentare la consapevolezza, l’accettazione personale potrebbe rivelarsi molto utile, quando come in questi casi il tono dell’umore o l’autostima dipendono in larga parte da una condizione esteriore. Infatti per questi soggetti l’oscillazione dell’umore è direttamente proporzionale al grado di abbronzatura, più si abbronzano più si sentono bene, meno riescono ad esporsi più l’umore cala, tanto da andare ad influire sulle normali attività quotidiane.




