Resilienza e Bambini. Come svilupparla?
Resilienza e Bambini: aiutiamoli a svilupparla.
Cos’è la resilienza? “La resilienza corrisponde alla capacitá umana di affrontare le avversitá dell’esistenza, superarle e uscirne rafforzato o, addirittura, trasformato”.
La resilienza è un termine che deriva dal latino “resalio” che significa saltare, rimbalzare. E’ un termine versatile che può essere utilizzato in molti ambiti per esempio in fisica indica la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi, o pressioni o sollecitazioni, senza spezzarsi, né modificare la propria struttura; in ecologia e in biologia la resilienza è la capacità di autoripararsi dopo un danno.
Essere resilienti non significa essere immuni da debolezze o difficoltà. Significa solo saper affrontare traumi e perdite,rimettersi in gioco dopo un duro colpo incassato. La scuola per i bambini è doppiamente un banco di prova, oltre ad acquisire nozioni nuove, si impara a confrontarsi con l’altro, con gruppi di pari, e possono arrivare le prime delusioni, i litigi e le incomprensioni.
Secondo Sam Goldstein, specialista della resilienza nei bambini, i tre promotori da considerare sono: il temperamento, la famiglia e i sistemi di supporto comunitario, in cui rientra l’ambito scolastico. Secondo Goldstein le vie principali per insegnare e formare alla resilienza sono:
– praticare l’empatia
– incoraggiare la responsabilità;
– potenziare l’abitudine a prendere delle decisioni;
– insegnare l’ottimismo attraverso critiche costruttive.
La resilienza è una risorsa indispensabile, insieme all’autostima, per crescere affrontando la vita a testa alta.
Alcune idee per aiutare a sviluppare resilienza:
Siate disponibili ad aiutare vostro figlio, ma a volte lasciate che se la cavi da solo, senza sostituirvi a lui: non riesce ad aprire un barattolo? Lasciatelo sperimentare e tentare, e non strappategli via il barattolo dalle mani, ma aspettate che sia lui a chiedervelo, incitatelo e sostenetelo. Lasciate che possa rendersi utile, per esempio con i fratelli o sorelle minori se lo desidera, dategli fiducia e sostegno, può farcela.
Insegnategli ad aspettare, aspettare senza avere intrattenimenti come tablet o videogiochi, insegnategli la pazienza dando l’esempio di come si aspetta il proprio turno, e se si annoia? Sviluppate la sua fantasia, trovate insieme un modo più piacevole per aspettare.
Non dite sempre di sì, anche se questo può farvi sembrare di essere buoni genitori. Leggere frustrazioni, come dei no, aiutano a crescere.
Non fategli frequentare sempre gli stessi posti, come il solito parco, portatelo a dei nuovi giardini, con bambini diversi, con giochi diversi e lasciategli fare esperienze diverse.
Insegnategli ad affrontare con i suoi tempi e modi le difficoltà che inevitabilmente gli si porranno davanti, riconoscete e valorizzate le sue emozioni, siano esse dolorose che gioiose.
I figli sono come gli aquiloni.
Insegnerai a volare ma non voleranno il tuo volo.
Insegnerai a sognare ma non sogneranno il tuo sogno.
Insegnerai a vivere ma non vivranno la tua vita.
Ma in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita
rimarrà per sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.
(cit. Madre Teresa di Calcutta)



