Regolazione Emotiva.
Regolazione Emotiva.
So gestire le mie emozioni?
A volte le persone possono avere reazioni, che agli occhi degli altri risultano essere eccessive, improvvise, inaspettate quasi spaventose, inaccettabili e inspiegabili: Come si può arrivare a colpire violentemente un altro uomo per una banale lite, per degli apprezzamenti di troppo verso una ragazza, come si arriva a tampinare la ex ragazza, ad investire qualcuno e scappare via? Come si può scoppiare e sfociare in atti distruttivi, azioni violente contro se stessi o contro gli altri?
Perché esistono persone che affrontano con meno problemi situazioni di vita stressanti e sono in grado di superare perfino traumi e abusi, mentre altre sono più vulnerabili e vanno incontro a disturbi psicopatologici? Gli studi sulla regolazione e disgregolazione emotiva possono rispondere a certe domande. Il modo in cui gestiamo gli stati emozionali diventa fondamentale. Studi recenti infatti, ci fanno passare dall’assunto che le emozioni sono fenomeni irrazionali alla concezione che le emozioni siano un fenomeno biologicamente adattivo e costruttivo, in quanto via via le emozioni forniscono alle persone informazioni sull’importanza di ciò che accade loro e al tempo stesso mettono in moto le risorse necessarie per affrontare la situazione. Si può definire la regolazione emotiva, il modo in cui la persona riesce a monitorare, valutare e modificare il comportamento emotivo in maniera flessibile, cioè in un modo che possa essere ritenuto efficace in funzione di ciò che gli accade. La regolazione emotiva è la capacità individuale di regolare le proprie emozioni, sia positive che negative, attenuandole, intensificandole o semplicemente mantenendole.
E’ caratterizzata da consapevolezza, comprensione degli stati emotivi, e disponibilità nel vivere emozioni definite come negative. In letteratura viene definita la disregolazione emotiva quando l’individuo reagisce in maniera inadeguata rispetto alle situazioni o ai contesti sociali o interpersonali in cui si trova. Nel processo di disregolazione/regolazione delle emozioni risulta molto importante il concetto di “paura delle emozioni”, emozioni che per l’individuo vengono ritenute inaccettabili, e considerate una sorta di tabù perché nel loro immaginario certe emozioni non sono da provare. Varie sono le motivazioni alla base di questa paura, alcuni autori, ritengono che queste paure sono da ricercare nella prima infanzia quando i genitori, modelli di vita del bambino ritenevano sconvenienti emozioni che il bambino esprimeva. La paura delle emozioni si riferisce,in generale, alla paura dell’esperienza emotiva in sé (sia positiva che negativa), legata alla paura di perdere il controllo durante tale esperienza, e/o alla paura di una reazione all’emozione, in particolare legata alle conseguenze fisiche sperimentate in seguito all’emozione. Molti individui ansiosi, riferiscono di avere questa paura, spesso le loro emozioni vengono vissute in modo molto intenso e confuso, le esperienze emotive sono vissute con senso di pericolo. Le emozioni nei disturbi di ansia e dell’umore non sono disadattive di per sé; ciò che risulta problematico è la durata e l’intensità con cui certe esperienze emotive negative vengono sperimentate. Non sorprende che deficit di regolazione emotiva siano associati a tali patologie. Più semplicemente, potremmo considerare la paura delle emozioni come un campanello di allarme di strategie inefficaci di regolazione emotiva che, se protratte nel tempo, possono portare allo sviluppo e al mantenimento di varie forme di psicopatologia.
In un clima facilitante come il setting terapeutico garantisce, le persone possono sperimentare l’accettazione da parte del terapeuta, senza sentirsi minacciati o giudicati possono mano a mano cominciare ad assaporare e ad esperire tutta quella parte di esperienza emozionale che si sono fin’ora negati o non si sono permessi di riconoscere. In un clima in cui sono assenti giudizi o rassicurazioni , rispettante nei confronti anche nella tempistica del cliente, la persona può mano a mano divenire più consapevole di se stessa. L’atteggiamento del terapeuta facilita la persona nell’esplorazione di se’, ispirato da questo atteggiamento può anch’esso sperimentarsi.




