Philofobia: Quando innamorarsi fa paura
Paura di amare
La philofobia è una fobia specifica: innamorarsi spaventa, la persona vi percepisce dietro una minaccia e deve quindi starne alla larga evitando tutte le situazioni che in qualche modo lo tengano in contatto con la situazione temuta.
Pare che molti soggetti sperimentino una paura di innamorarsi, o di instaurare una relazione dove alla base vi sia un innamoramento. Il termine tecnico è “Philofobia”.
Ebbene, esiste una forma di fobia nei confronti dell’amore, ed essa possiede tutte le caratteristiche tipiche di una fobia specifica:
– Paura marcata, persistente ed eccessiva nei confronti della situazione temuta;
– Risposta ansiosa e immediata all’esposizione dello stimolo fobico;
– La paura viene riconosciuta dal soggetto come eccessiva e irragionevole;
– Di fronte alla situazione minacciosa il soggetto mette in atto la strategia dell’evitamento.
La philofobia è una fobia specifica:
innamorarsi spaventa, la persona vi percepisce dietro una minaccia e deve quindi starne alla larga evitando tutte le situazioni che in qualche modo lo tengano in contatto con la situazione temuta.
Anche se molti di noi percepiscono l’amore come qualcosa di positivo, o qualcosa che gratifica la persona, esistono un buon numero di individui che dichiarano di essere spaventati di fronte un potenziale innamoramento.
Quest’ultimi, in realtà, esperiscono emozioni molto intense di fronte all’innamoramento: felicità (quando le cose vanno bene ed entusiasmano), vergogna, rabbia magari ansia (nei momenti in cui non si sa come doversi comportare con il partner o cosa aspettarsi da lui). Comunque molto spesso queste emozioni vengono vissute con un’alta intensità, al punto tale che possono essere percepite dal soggetto che le esperisce come incontrollabili e che prendono il sopravvento sul proprio modo di fare e di pensare.
Innamorarsi è senza dubbio un’esperienza che mette in gioco aspetti profondi della nostra personalità. Condividere la propria vita con la persona che si sceglie di amare, infatti, vuol dire mostrare all’altro aspetti intimi del proprio sé, costruire insieme un percorso, riuscendo a “dosare” bene il livello di vicinanza col proprio partner. Il rapporto di coppia rappresenta un delicato gioco di forze, all’interno del quale è necessario, per trovare un equilibrio funzionale, da una parte adattarsi e modificare alcuni comportamenti o atteggiamenti per sentirsi più vicini al partner, e dall’altra riuscire a rimanere se stessi, mantenendo i propri spazi d’intimità e autonomi. Chi soffre di philofobia, non è in grado di muoversi in questo continuo gioco e preferisce ritirarsi e isolarsi dal mondo affettivo perché non riesce a mantenerne un controllo. Il philofobico non teme l’innamoramento in sé per sé, piuttosto la propria reazione di fronte all’evento, che potrebbe fargli perdere il controllo dei propri comportamenti e delle proprie emozioni e portarlo poi a comportarsi in maniera troppo istintiva e poco razionale. A volte tale paura è legata ad un passato deludente. Una cocente delusione, una storia d’amore finita male che, a causa dell’elevato livello di sofferenza che ha comportato, può aver spinto la persona a reagire rinchiudendosi nel proprio mondo. Altre volte è un timore intrinseco legato ad altri aspetti della personalità. Ma non vi è solo un timore di perdita di controllo come motivazione che sottende alla philofobia.
Pare che molti individui vedano dietro l’innamorarsi e nel condividere con l’altro i propri sentimenti un “mettersi a nudo”, mostrando quindi all’altro la parte reale di se stessi, quella priva di formalismi e in un certo senso più intima, privata.
In questi casi il soggetto evita di farsi troppo coinvolgere emotivamente con un’altra persona, in quanto si sentirebbe “invaso” da qualcun altro e perderebbe di conseguenza un po’ i propri spazi, sentendosi in qualche modo sopraffatto.
In ogni caso il risultato è quello che il soggetto, non appena esperisce un certo coinvolgimento emotivo che lo sta legando sentimentalmente a un’altra persona, si allontana. E come qualsiasi altra fobia che si rispetti evita la situazione temuta.
La philofobia andrebbe trattata come qualsiasi altro tipo di fobia. Un eventuale trattamento in merito avrà innanzitutto lo scopo di ridurre il livello d’ansia scatenato dall’evento o situazione temuta.
Successivamente andrebbero ridotti tutti gli evitamenti che il philofobico attua per in qualche modo difendersi.
Senza dimenticare che andrebbe sempre investigata la motivazione che sottende a questa paura del soggetto di farsi coinvolgere in un legame sentimentale. E qualora dietro questa fobia vi si celino delle personali idee disfunzionali andrebbero disputate affinché la persona possa vivere il rapporto di coppia senza alcun timore o percezione di minaccia.


