Nonni oggi
La maggior parte d’illustrazioni di nonni sui libri per bambini mostra una coppia con i capelli bianchi su una sedia a dondolo con un bastone. Nelle società occidentali, l’età media cui si diventa nonni è circa cinquanta anni per la donna e cinquantadue per l’uomo. Non è certo un’età in cui si è già rimbambiti!
Sembra che la connotazione di vecchiaia legata all’essere nonni importi poco alla maggior parte delle persone, ma può diventare importante nei casi in cui, per altre ragioni, le persone si preoccupino di invecchiare, oppure quando questo momento di passaggio si verifica insolitamente presto, tanto da costituire una differenza dalla media.
L’entrata nel nuovo ruolo raramente è immediata e senza scosse. Il ruolo di nonno è molto più semplice e tranquillo di quello di genitore, eppure richiede un riassestamento legato alla nuova collocazione nel sistema famiglia. D’ora in avanti i genitori sono il figlio e la nuora (o genero e figlia). Bisogna passare il testimone alla generazione di mezzo e accettare di aver fatto ingresso nella terza età. Il primo “lavoro” psicologico che nonni e nonne devono fare nel momento in cui in famiglia arriva il primo nipotino, non è tanto nei confronti di quest’ultimo quanto di se stessi. Verranno chiamanti nonno e nonna e guardati con occhi diversi.
L’arrivo di un nipote è sempre accolto con gioia dai nonni, l’affermazione più comune è che l’evento riempie di felicità facendo ritrovare una nuova giovinezza, un senso di pienezza anche per l’esistenza futura. Molti nonni dichiarano di sperimentare nel rapporto con i propri nipoti un senso di soddisfazione e di comunanza, il contatto con il piccolo risveglia spesso una tenerezza e un trasporto fisico che, in qualche adulto, si erano un po’ assopiti.
In tutte le ricerche compiute in tale ambito, risulta tuttavia che alcuni sperimentino una difficoltà nel passaggio genitore-nonno. Sembra che nella maggior parte dei casi abbiamo a che fare o con la difficoltà ad accettare l’invecchiamento, o con i conflitti con i figli su questioni educative. Le ragioni di queste differenze individuali sono state poco esplorate, ma, probabilmente, sono in gioco vari fattori: le precedenti relazioni tra nonni e genitori; possibili conflitti tra fare il nonno e proseguire la carriera.
Sembra importante, quindi, esaminare tale transizione tenendo conto sia di precedenti rapporti relazionali con i figli sia di variabili sociali, come ad esempio il lavoro.
È dato come scontato che i nonni si occupino dei nipoti mentre i figli vanno a lavorare. Purtroppo in una società moderna come la nostra è spesso difficile che ciò avvenga, molti nonni ancora lavorano, e molti figli vivono lontano dai genitori.
In alcuni casi, alcuni nonni all’inizio possono anche avere l’impressione di non disporre di tempo da dedicare ai piccoli. Non tutti sono in pensione, alcuni hanno ancora un lavoro che li assorbe. Altri hanno assunto un ritmo di vita più rilassato, viaggiano, sono abituati a trascorrere molto tempo con gli amici e in hobby vari. In quest’ultimi casi, è bene che i cambiamenti avvengano in modo graduale e in rapporto alle proprie forze, impegni e disponibilità. Ci sono nonni a tempo parziale – incontrano i nipoti una o più volte a settimana e fanno baby-sitting di tanto in tanto – nonni a tempo pieno – vedono i nipoti tutti i giorni o quasi e integrano le mansioni dei genitori in modo sostanziale e nonni a tempo limitato. Si può essere buoni nonni anche a distanza e dare affetto tra una visita e l’altra mantenendo i contatti per telefono ed e-mail. Il fattore critico è il clima che si crea con i propri familiari: i nipoti e i loro genitori.
Forse il ruolo del diventare nonna e nonno dagli anni ‘50 si è modificato e per alcuni aspetti è divenuto più complicato. Infatti, nel passato era quasi esclusivamente la nonna a occuparsi dei nipotini affiancando la madre nelle cure quotidiane, oggi, che anche i padri non disdegnano di occuparsi dei neonati, anche il nonno può spingere una carrozzina e fare il baby-sitting. Essendo vissuti in un’epoca di radicali e continui cambiamenti, i neononni comprendono le esigenze dei genitori di oggi e sono più sciolti e disponibili di quanto non fossero i loro padri. Non pensano più di svolgere un ruolo “femminile” se si prendono cura dei piccoli, devono però sentirsi autorizzati a farlo. Questo concetto può sembrare strano e tuttavia gli uomini devono essere incoraggiati, altrimenti tendono a restare sullo sfondo e a non entrare in scena.
Se i nonni di oggi sono diversi da quelli di ieri, anche i figli e i nipoti lo sono. Le mamme casalinghe sono poche e in molte famiglie entrambi i genitori lavorano fuori casa mattino e pomeriggio, con la conseguenza che i figli hanno bisogno, dopo la scuola, di essere accuditi e seguiti da altri adulti. Se poi i genitori sono separati, i nonni rappresentano la continuità familiare per i nipoti e possono diventare punti di riferimento importanti nei momenti più critici.
I nonni, comunque, sono una risorsa per tutti i nipoti con la loro disponibilità, presenza, esperienza, affetto e saggezza possono ricreare una atmosfera sana e riflessiva, consona alle esigenze della crescita.
