Emetofobia ….La paura di Vomitare
L’ematofobia
Quando si può parlare di fobia di Vomitare
L’emetofobia è un disturbo d’ansia, dove la paura di vomitare si trasforma in un terrore che attanaglia l’individuo in una situazione di attivazione costante.
Una paura eccessiva e ingiustificata di vomitare. Sebbene possa sembrare una fobia semplice, questa può anche costituire un sintomo dell’ Ansia sociale, degli Attacchi di Panico o di Agorafobia.
Talvolta emerge nell’infanzia e, se non trattata, può trasformarsi in un problema cronico. C’è anche la possibilità che si sviluppi in età adulta, talvolta dopo un’esperienza negativa legata a un problema di salute (ad esempio, dopo aver avuto un’intossicazione alimentare o dopo aver avuto un episodio di vomito grave e incontrollabile). Alla base di questa fobia vi è la paura di non riuscire a prevedere e controllare i propri conati. Sebbene nessuno trovi divertente sentirsi male fisicamente, l’influenza o qualunque altra condizione che determini nausea e potenziale vomito (es. gravidanza) creano particolari difficoltà agli individui che soffrono della cosiddetta “fobia del vomito” o emetofobia.
Il solo pensiero di poter vomitare in pubblico o in alcune situazioni sociali, genera una crescente preoccupazione e attivazione psicofisica, va così a crearsi un circolo vizioso dell’ansia che si autoalimenta, più il soggetto cerca di controllarsi più la paura lo assale.
Cercare di rassicurarsi e di non pensare, in questi casi rischia di far peggiorare ulteriormente il problema, facendo aumentare l’ansia e con essa l’ipervigilanza e la ricerca di sintomi che richiamano il vomito. Si innesca infatti un circolo vizioso, che in genere porta ad una escalation dell’ansia e che può culminare con un vero e proprio attacco di panico e quasi mai con conati.
Spesso la paura può essere anche quella di vedere qualcun altro vomitare e stare male di conseguenza.
I fattori perpetuanti il disturbo sono tutti quei comportamenti di controllo che si vanno a innescare come comportamenti evitanti e comportamenti protettivi. Tra tutti i comportamenti evitanti possiamo ritrovare tutti quei comportamenti che il soggetto non riesce più a compiere per paura ( non uscire, non andare in taluna situazione invece che talaltra….), mentre tra i protettivi ritroviamo tutti quei comportamenti messi in atto per rassicurarsi ( pillole, informarsi dove si trovi la toilette….)Per questo motivo, spesso chi ha paura di vomitare in pubblico attiva una serie di comportamenti sia da evitamento che di protezione, per ridurre il numero dei forti attacchi di ansia, tende a isolarsi e ad evitare il più possibile le interazioni sociali, si vergogna a parlarne, e mette in atto delle precauzioni (es. mangiare in orari particolari, mangiare poco, coprirsi naso e bocca per evitare il contagio di un virus gastrointestinale), restrizioni alimentari (es. mangia solo alcuni cibi) e ripetuti controlli verso le reazioni del proprio corpo (es. compulsioni a deglutire) con l’intenzione di ridurre i livelli di ansia, ma ottenendo l’effetto contrario. I comportamenti evitanti, possono essere inoltre connessi a credenze (se mangio troppo vomiterò, se mi siedo nei sedili posteriori della vettura durante un viaggio starò male, ecc.) che per l’ansia ad esse associata, rischia di generare la profezia che si autoavvera. Come è possibile intuire, l’evitamento reiterato, può portare la persona ad un ritiro sociale e drastiche restrizioni, che possono sfociare in forme di depressione, ansia sociale, attacchi di panico e ansia sociale.
Fobia del vomito nei bambini e negli adolescenti
Le conseguenze associate alla paura di vomitare possono essere estreme. Nei bambini la paura di vomitare può comportare il rifiuto di andare a scuola e l’evitamento di altri luoghi pubblici. Chi teme di poter avere la nausea o di vomitare, infatti, può evitare feste di compleanno, attività sportive o appuntamenti, e anche pranzi o cene nei ristoranti. Perdersi queste attività può inficiare le relazioni e avere un impatto negativo sullo sviluppo sociale. Anche nel caso non si sviluppino problemi sociali persistenti, il bambino con fobia del vomito proverà in ogni caso molta tristezza, ansia e angoscia.
Fobia del vomito negli adulti
Anche gli adulti con paura di vomitare possono essere significativamente invalidati dai loro sintomi. Possono fare più assenze da lavoro ed evitare i lavori che implichino dei viaggi, pregiudicando le opportunità di avanzamento di carriera. Temono le riunioni, durante le quali potrebbero sentirsi in trappola, ed evitano alcuni lavori di responsabilità come parlare in pubblico. Questo può implicare che individui altrimenti brillanti e capaci rimangano in posti di lavoro che sono al di sotto delle loro reali capacità. Ovviamente l’emetofobia incide anche nella vita privata nelle relazioni sociali e quelle intime, come accennato, infatti continui evitamenti conducono il soggetto a isolarsi e bloccarsi in zone di confort.
Sintomi associati Emetofobia |
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• Evitare cibi o odori associati a episodi di vomito passati.• Trattenere il respiro quando si è in mezzo alla gente.• Evitare la spazzatura ed altre cose maleodoranti e sporche.• Consumare eccessivamente vitamine.• Lavare eccessivamente gli alimenti.• Pulire eccessivamente le superfici su cui vengono preparati gli alimenti.• Evitare gli alimenti non confezionati.• Buttare via gli alimenti prima che abbiano raggiunto la data di scadenza.• Annusare e controllare eccessivamente gli alimenti.• Cuocere più del dovuto gli alimenti per uccidere potenziali agenti patogeni.• Evitare alimenti mai provati (oppure entrare estremamente in ansia quando si mangiano alimenti mai assaggiati).• Mangiare sempre gli stessi (limitati) alimenti per evitare agitazione di stomaco. |
• Evitare gli alimenti che sembrano “strani”.• Usare preventivamente antiacidi e antiemetici.• Evitare di mangiare fuori da casa.• Controllare dove sono collocati i bagni (quando si è fuori casa).• Limitare i viaggi lontano da casa (stare a casa, evitare le attività sociali).• Evitare di andare scuola o a lavoro.• Mangiare solo cibi che hanno già mangiato altre persone prima.• Quando si mangia in pubblico, monitorare la reazione al cibo delle altre persone.• Preoccuparsi eccessivamente per allergie alimentari che non sono ancora state documentate.• Evitare di parlare in pubblico o altre situazioni nelle quali si richieda lo stare al centro dell’attenzione.• Evitare riunioni o altre situazioni nelle quali si potrebbe sentirsi intrappolati o situazioni nelle quali non sia facile uscire nel caso ci si senta male.• Evitare aerei, macchine, e/o mezzi di trasporto pubblici, al fine di evitare di sentirsi intrappolati |
Raramente, tuttavia, s’incontrano casi di paura del vomito che rappresentano realmente delle fobie semplici. Coloro che hanno il terrore di vomitare sono spesso affetti da fobia sociale o agorafobia seguiti da attacchi di panico. La differenza tra queste due condizioni è che gli individui con emetofobia associata all’ansia sociale riuscirebbero ad affrontare relativamente bene l’idea di sentirsi male in un luogo lontano o isolato (ad esempio camminando da soli nel bosco). Le persone agorafobiche, viceversa, potrebbero trovare la stessa circostanza angosciante a causa della difficoltà di chiedere aiuto (se ce ne fosse bisogno). Quindi, l’emetofobia legata all’ansia sociale riguarda principalmente le conseguenze sociali (imbarazzo, vergogna, ecc.) di sentirsi male in pubblico, mentre quella legata all’agorafobia riguarda piuttosto il timore di non poter ricevere aiuto o riuscire a scappare in questa evenienza.
Il trattamento dell’emetofobia
La terapia cognitivo comportamentale (CBT) sembra rivelarsi un trattamento elettivo di tale disturbo (vedere le varie linee guida NICE). Essendo l’emetofobia un problema basato sul controllo in genere chi arriva in terapia tende a mostrarsi resistente al cambiamento. E’ necessario in questi casi, creare la “fiducia” necessaria affinchè la persona si lasci guidare dal terapeuta. Al tempo stesso è rischiesta, una forte motivazione da parte del paziente, in particolar modo nelle prime fasi del trattamento, che consiste in una psicoeducazione mirata alla comprensione del personale circolo vizioso legato all’emetofobia. Successivamente al paziente verranno insegnate tecniche per la gestione dell’ansia e del panico che gli consentiranno di procedere armoniosamente con la terapia. Durante la terapia il paziente lavorerà insieme al terapeuta sul proprio disturbo, oltre affrontare fattori predisponenti e precipitanti saranno affrontati tutti quei fattori perpetuanti, che se non affrontati, non consentiranno il miglioramento dei sintomi. Tra i fattori perpetuanti sono da evidenziarsi tutti quei comportamenti di evitamento e di protezione che il paziente ha sviluppato durante il corso della fobia, essi saranno messi in discussione e gradualmente e progressivamente affrontati, questo risulta un percorso necessario per acquisire la fiducia nella possibilità di superare il problema e per riappropriarsi di quegli aspetti importanti della propria vita che erano andati persi a causa dell’emetofobia.

