A Piccoli Morsi…
Perché i bambini piccoli mordono? Prima o poi molti genitori si trovano a dover affrontare la spinosa situazione.. “suo figlio morde i bambini all’asilo”; “per colpa di un giocattolo il bimbo ha morso un suo amichetto”, queste e molte frasi simili vengono riportate dall’insegnante quando si riprende il bambino dall’asilo. Questo problema, genera nei genitori spesso ansie e paure essendo un problema difficoltoso da affrontare sia su un piano educativo che emotivo. Spesso queste situazioni si generano con l’inserimento del bambino nei primi contesti sociali, in cui si può sperimentare ed avere i primi contatti con i suoi coetanei, senza la presenza dei genitori.
Sentimenti come colpa e vergogna, nei confronti del figlio e delle altre mamme, sono i primi ad emergere, le mamme spesso possono sentirsi confuse e spaventate dal nuovo comportamento del bambino.
Come si può affrontare questa situazione?
È utile, prima di tutto, sapere che i bambini piccoli sperimentano e cominciano a comprendere il mondo esterno proprio dalla bocca. Il contatto orale con gli oggetti è per loro fonte di scoperta ogni giorno. Intorno ai due anni il bimbo può cominciare a comunicare attraverso i morsi. Spesso a quest’età il linguaggio non è del tutto sviluppato e cominciano a comunicare rabbia e frustrazione attraverso i morsi.
Il non poter, il non riuscire a comunicare ciò che si prova è anche per noi, (figuriamoci per un bimbo) estremamente frustrante e una sensazione molto spiacevole. I bambini intorno ai due anni, non hanno la piena consapevolezza del dolore che possono provocare e non hanno ancora trovato una valida alternativa all’espressione della rabbia se non mordendo. È inutile etichettare un bimbo come aggressivo in questa fase, anzi è discriminante e dannoso, anche se ovviamente esistono dei limiti che separano la normalità dall’aggressività.
Ciò che è fondamentale fare è infondere al bambino l’idea che mordere è sbagliato, che provoca dolore all’altro e soprattutto fornirgli alternative. Quando un bambino morde, gli va fatto notare, che NO non si fa, in maniera secca e decisa guardandolo negli occhi. Il bambino non va aggredito, a sua volta. Basta essere fermi e decisi, senza urlare o dare scappellotti. Mostrate le conseguenze del gesto: i segni lasciati sulla pelle, l’altro che piange, oppure se è stato messo in punizione dall’insegnante. Fornite alternative al gesto del morso, dategli l’opportunità di capire spiegando in maniera chiara cosa può fare se è arrabbiato. Può chiedere aiuto all’insegnante, rivolgersi alla mamma.
In ogni caso non siate mai aggressivi con il bambino, non si ferma l’aggressività con altrettanta aggressività anzi il bambino apprende che se siamo arrabbiati si picchia o si urla.
Lodate sempre, rinforzate con elogi, complimenti e se volete piccoli premi il bambino che cambia atteggiamento, quando non morde.
Spesso questa è una fase transitoria, ma da non ignorare comunque.


