Il Rilassamento Progressivo.
Il Rilassamento Progressivo.
Edmund Jacobson (1888-1983) fu allievo di William James ad Harvard, da sempre interessato all’eccitazione nervosa cominciò i suoi studi a partire dalle ricerche effettuate da Fouillée sullo “startle reaction“, il sussulto che si ha di fronte a uno stimolo inaspettato se si è in uno stato di tensione e che è invece assente in una situazione di rilassamento. Successivamente Jacobson e i suoi collaboratori si dedicarono all’”osservazione interna” rendendosi conto che l’attività cerebrale è sempre connessa a quella muscolare. Egli giunse alla conclusione che alla base dell’ansia vi fosse una elevata tensione muscolare e che riducendo ed eliminando tale tensione sarebbe cessato lo stato ansioso. Mise alla prova tale principio testando il rilassamento su soggetti affetti da diverse patologie (iperacidità gastrica, ipertensione arteriosa, ipereccitabilità nervosa e irritabilità esofagea) ottenendo risultati straordinariamente positivi. Egli fu tra l’altro il precursore del biofeedback (tecnica mediante la quale si possono monitorare alcune funzioni corporee, quali ad esempio il battito cardiaco, ed imparare a controllarle volontariamente).
Jacobson ha quindi l’indubbio merito di aver messo a punto un metodo che permette di apprendere una tecnica di rilassamento senza particolari effetti indesiderati e senza controindicazione con un ampio spettro di applicazione (dai sei anni in su.)
Lo stress, conseguenza del frenetico ritmo del vivere quotidiano e contemporaneo ci induce tensione muscolare e mentale, ed anche da questo possono derivare malattie psichiche e fisiche. Ridurre la tensione, diventa un preciso antidoto per la prevenzione e la cura.
Jacobson nota come la medicina tradizionale consigli il riposo come rimedio e coadiuvante nelle più diverse patologie. Per esempio nelle influenze, nella convalescenza post operatoria, nelle malattie psicosomatiche e in casi di forte stress, il medico raccomanda riposo, ma i medico non spiega nel dettaglio in cosa consiste il “relax” per cui ogni paziente lo fa come può e come sa. L’obiettivo che ci si pone con il rilassamento progressivo è proprio quello di raggiungere la consapevolezza del riposo rilasciando tutte le tensioni.
Jacobson dimostrò tramite registrazioni elettromiografiche, come processi mentali, emozioni siano associate a manifestazioni neuromuscolari che alterano il normale tono di riposo.
La calma psichica invece, coincide con l’assenza di contrazione muscolare, l’apprendimento di tale rilassameno permette di ridurre l’intensità di stati emotivi e di attivazione.
Come funziona il rilassamento progressivo?
Consiste nel consapevolizzare l’individuo del proprio tono muscolare, a riconoscere la tensione per poterla controllare e ridurre. Obiettivo finale è la gestione delle proprie tensioni, l’autocontrollo.
Ciò non avviene per suggestione ma tramite un impegno diretto del paziente, che insieme al terapeuta sperimenta tramite alcuni esercizi specifici l’aumento e la diminuzione della tensione. Esercizi che poi dovrà ripetere e sperimentare a casa.
Il rilassamento appreso con queste modalità avrà più possibilità di divenire una strategia permanente nel repertorio comportamentale dell’individuo.




