Paura del Buio
Paura del Buio
La paura del buio è abbastanza comune tra i bambini, mentre è meno diffusa negli adulti. Solitamente la paura del buio non è paura del buio stesso, ma dei possibili pericoli che esso può nascondere.
Ciò che è utile fare è aiutare il bambino, standogli vicino e tranquillizzandolo ma non solo a parole. Un modo spesso efficace per accompagnarlo a superare il suo timore è sedersi sul letto con lui e raccontargli una fiaba.
Il rito serale di narrare fiabe della tradizione (per esempio: Cappuccetto Rosso, Il gatto con gli stivali, Biancaneve, la Bella Addormenta nel bosco, Hansel e Gretel) può essere un valido alleato per superare il timore del buio (e anche molte altre paure dei bimbi).
Il motivo per cui questo metodo è ritenuto valido si ritrova proprio nella funzione svolta dalle fiabe.
(La fiaba è una narrazione originaria della tradizione popolare, caratterizzata da racconti medio-brevi e centrati su avvenimenti e personaggi fantastici (ffate, orchi e giganti e così via) coinvolti in storie con a volte un sottinteso intento formativo o di crescita morale)
L’oggetto di ogni fiaba è proprio la paura e il racconto rappresenta la metafora di tutti i timori che il bimbo può vivere. Le fiabe andrebbero raccontate recitando e non solo lette, perché in questo modo entriamo davvero nelle emozioni, e il bambino tramite le varie intonazioni e espressioni assunte dal genitore può ancor meglio immedesimarsi. Così il bambino insieme all’adulto sperimenterà vari tipi di emozioni, e imparerà ad accettarle e viverle. Senza sviluppare sentimenti di negazioni per emozioni considerate negative.
Sarà così che attraverso il racconto, il bambino vivrà le sue paure, imparerà a riconoscerle e a superarle.
I bambini spesso si identificano con l’eroe positivo e che fa a pezzi quello negativo. Il lieto fine, poi, lo rassicura e alimenta la sua fiducia perché gli offre l’idea che tutto si può superare.
Se poi il bimbo piange perché non vuole stare nel suo lettino, solo, al buio, è importante essere comprensivi rispettando i suoi tempi. Per abituare il bimbo al buio si può lasciare una lucina accesa e poi eliminarla in modo graduale.
Un atteggiamento rigido o che tende a ridicolizzare la paura del buio per esempio: “Dai, dai, non c’è niente, e che vuoi che sia?” o qualsiasi altro timore manifestato dal piccolo e può essere controproducente. Non è così che si accompagnano i bimbi “ad affrontare l’ignoto, tra cui appunto il momento del sonno legato al buio e ai sogni.
Molto utili si possono rivelare anche alcuni stratagemmi ai quali ricorrere per esempio, la lucina ma anche un peluche, scelto dal bimbo, e che possa essere un “amico”, che può tranquillizzare il bimbo e aiutarlo, piano piano, a controllare le sue paure. Con il tempo, quando il piccolo acquisisce certezze e sicurezze dentro di sé, la paura del buio (e non solo quella) scomparirà.
Il buio è anche associato dal piccolo ai brutti sogni. Quando fanno sogni inquietanti, al mattino, i bambini spesso lo segnalano al genitore e, in questo caso, è importante ascoltarli e farsi raccontare il sogno senza screditare il piccolo.
Un aiuto nelle paure può essere anche nel condividere con il bambino le paure che si avevano noi da piccoli e raccontargli come le abbiamo superate, oppure insieme cercare un modo fantastico con cui, gradualmente… sconfiggere i mostri, nascosti nel buio.




