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Disturbi Specifici dell’Apprendimento. DSA.

Disturbi Specifici dell’Apprendimento. DSA.

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Con il termine DSA ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche ed in particolare a: DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA.

Le caratteristiche principali dei DSA, come si nota dal nome stesso riguarda la sua specificità. Il disturbo quindi interessa un dominio specifico di abilità scolastiche come lettura, scrittura o calcolo; non compromettendo il funzionamento intellettivo generale. Quindi per avere una diagnosi di DSA, il bambino non deve presentare deficit di intelligenza (Quoziente Intellettivo nella norma), o deficit neurologici o sensoriali.

La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Leggere e scrivere sono considerati atti così semplici e automatici che risulta difficile comprendere la fatica di un bambino dislessico.
La dislessia non è causata da deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici.
Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità e con un dispendio enorme di energie, non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. La dislessia si manifesta con una lettura scorretta (numero di errori commessi durante la lettura) e/o lenta (tempo impiegato per la lettura) e può manifestarsi anche con una difficoltà di comprensione del testo scritto indipendente sia dai disturbi di comprensione in ascolto che dai disturbi di decodifica (correttezza e rapidità) del testo scritto. Il bambino spesso compie nella lettura e nella scrittura errori caratteristici come l’inversione di lettere e di numeri (es. 31 – 13) e la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d). A volte non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno. La difficoltà di lettura può essere più o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura: disortografia (cioè una difficoltà di tipo ortografico),e disgrafia (difficoltà nel movimento fino-motorio della scrittura, cioè una cattiva resa formale), nel calcolo e, talvolta, anche in altre attività mentali. Tuttavia questi bambini sono intelligenti e di solito,vivaci e creativi.

La disgrafia è un disturbo specifico che riguarda, come suggerisce il nome la scrittura. Riguarda la produzione da parte del bambino di numeri e lettere. In genere il problema della scrittura disorganizzata viene sollevato dagli insegnanti, solitamente in terza elementare quando il gesto della scrittura dovrebbe essere automatizzato. La scrittura presenta forti irregolarità, il bambino non sa gestire lo spazio sul foglio, le lettere non sono regolari tra di loro, come gli spazi tra una parola e l’altra, scrive in “salita” o in “discesa” rispetto al rigo. Anche il ritmo di scrittura risulta alterato; il bambino scrive con velocità eccessiva o con estrema lentezza, ma la sua mano esegue movimenti a “scatti”, senza armonia del gesto e con frequenti interruzioni.  La copia di parole e di frasi è scorretta e copiare dalla lavagna è ancora più difficile, in quanto il bambino deve portare avanti più compiti contemporaneamente: distinzione della parola dallo sfondo, spostamento dello sguardo dalla lavagna al foglio, riproduzione dei grafemi.
Spesso i bambini disgrafici faticano a capire la propria scrittura, per questo difficilmente individuano gli errori anche in un secondo momento di verifica. Spesso il bambino disgrafico possiede livelli di autonomia quotidiana piuttosto bassi in relazione all’età cronologica. Le difficoltà di coordinazione dinamica e visuo – motoria interferiscono infatti nelle sue prestazioni, che risultano goffe, impacciate, lente e imprecise. I genitori, d’altro canto, sono spesso portati ad anticipare azioni e ad eseguirle al posto del bambino ed è per questo che si riscontrano il più delle volte significative ripercussioni anche nell’autonomia personale; le difficoltà più frequentemente riscontrate sono per esempio: – difficoltà nell’esecuzione autonoma delle attività quotidiane (vestirsi, lavarsi, prepararsi lo zaino…) difficoltà ad eseguire attività quotidiane che richiedono una adeguata coordinazione oculo – manuale e motoria (tagliarsi la carne, mangiare con precisione, allacciarsi le scarpe …).

La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento che interessa la scrittura, non correlato a deficit sensoriali, motori o neurologici.
Chi soffre di disortografia non è in grado di attuare la traformazione dal linguaggio parlato al linguaggio scritto, il bambino non riesce a trasformare correttamente i suoni delle parole in simboli grafici. Spesso si hanno testi con omissioni di grafemi, o parti di parole, sostituzione, inversione di grafemi.
La disortografia può derivare da una difficoltà di linguaggio, da scarse capacità di percezione visiva e uditiva, da un’organizzazione spazio-temporale non ancora sufficientemente acquisita, da un processo lento nella simbolizzazione grafica.

La Discalculia può essere definita come un disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche, che si sviluppa in bambini privi di deficit cognitivi o neurologici. Si parla di discalculia quando nel bambino si riscontrano difficoltà nel riconoscimento e nella discriminazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione di situazioni problematiche.
Spesso alla base ci sono difficoltà di orientamento spaziale e di organizzazione sequenziale che si evidenziano sia nella lettura che nella scrittura dei numeri ( il numero 9 viene confuso con il 6;  il numero 21 con il 12;  il 3 viene scritto al contrario così come altri numeri…).

La Disprassia è un disturbo che interessa la coordinazione e il movimento e che può comportare problemi con il linguaggio. Si configura come incapacità a compiere movimento volontari coordinati sequenzialmente in funzione di un preciso scopo.
Uno degli esempi classici è la difficoltà ad allacciarsi le stringhe delle scarpe. Spesso i bambini disprassici faticano a mettere in ordine le varie fasi di un racconto, altre volte presentano problemi di manualità che si traducono in problemi ortografici, oppure problemi relativi al movimento oculare.
Questo disturbo colpisce circa il 6% della popolazione infantile tra i 5 e gli 11 anni. Può essere aqcuisita in seguito a danno cerebrale o associata a un ritardo dello sviluppo neurologico.
Si tratta di un disturbo complesso, difficilmente diagnosticabile durante la prima infanzia. Necessita di terapia logopedica e psicomotoria.

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Concludendo..

I DSA sono disturbi nell’apprendimento che interessano alcune abilità specifiche che devono essere acquisite da bambini e ragazzi in età scolare.
I disturbi specifici dell’apprendimento comportano la non autosufficienza durante il percorso scolastico in quanto interessano nella maggior parte dei casi le attività di lettura, scrittura e calcolo.

I DSA affliggono bambini e ragazzi che in genere non hanno disabilità o difficoltà particolari, ma possono rendere loro difficile la vita a scuola, se non vengono aiutati nella maniera corretta.

Attualmente i bambini e i ragazzi affetti da DSA non hanno diritto all’insegnante di sostegno. Hanno però diritto, grazie alla legge 170/10, a strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo (sintesi vocale, registratore, programmi di video-scrittura e con correttore ortografico, calcolatrice) e a misure dispensative, per permettere loro di sostituire alcuni tipi di prove valutative con altre più adatte a loro.

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5 Settembre 2014/da Dott.ssa Paci Chiara
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