L’Emotional Eating
Emotional eating l’emozioni che comandano la bocca
L’Emotional Eating (EE) è un comportamento alimentare influenzato dalle emozioni (Macht, 2008).
Questo fenomeno è un elemento psicopatologico di fondamentale importanza nei soggetti con disturbi del comportamento alimentare. Secondo alcuni autori, l’EE rappresenta una risposta disadattiva allo stress caratterizzata dalla “tendenza incoercibile a mangiare di fronte a sentimenti negativi come ansia, depressione, rabbia, solitudine ecc… nel tentativo di riuscire a gestirli” .
Non si tratta soltanto di un comportamento di iperalimentazione, ma di un processo emotivo caratterizzato da un desiderio incontrollabile che spinge le persone ad assumere cibo in risposta a particolari emozioni.
Anche nell’Emotional Eating, come nel Binge Eating, la quantità di cibo ingerita durante un singolo episodio può essere molto variabile, spaziando da razioni elevate a quantità modeste. Considerando che quasi tutti i pazienti con un disturbo del comportamento alimentare, presentano un deficit nella regolazione delle emozioni e mancano di strategie di coping efficaci, si presume che l’EE abbia un ruolo fondamentale , rappresenta una risposta automatica appresa, finalizzata alla gestione di stati d’animo spiacevoli. Tutte le modalità alimentari disadattive come le abbuffate, i comportamenti compensatori, la riduzione dell’apporto calorico devono quindi essere considerate delle condotte messe in atto per fronteggiare emozioni negative, ridurre i sentimenti sgraditi o semplicemente per distogliere l’attenzione da essi.
Dagli studi di Ricca e collaboratori, (2009; 2011), viene confermato come l’EE sia presente in tutti i tipi di disturbi alimentari.
Tali studi hanno permesso di proporre una variazione nella definizione di EE, che quindi rappresenterebbe “un desiderio di mangiare in risposta ad una gamma di differenti emozioni, non solo negative.” (Ricca et; al 2011).
Nel 2003 Geliebter e collaboratori, hanno realizzato uno studio per valuta come il comportamento alimentare si differenzia in base al tipo di emozione. E’ emerso che i soggetti in sovrappeso presentano un maggior EE quando si trovano di fronte ad emozioni o situazioni negative, mentre i soggetti sottopeso mostrano un EE in presenza di condizioni positive e una riduzione dell’apporto calorico durante gli stati d’animo negativi.
Cause
L’associazione positiva trovata tra EE, cibo e preoccupazioni per il peso e le forme corporee suggerisce che tali credenze disfunzionali potrebbero favorire lo sviluppo del fenomeno dell’EE in soggetti predisposti (Ricca et al., 2009).
Le emozioni differiscono anche per le condizioni antecedenti e i correlati fisiologici che le caratterizzano. L’associazione tra una determinata emozione e il comportamento alimentare dovrebbe essere più forte se questa emozione si presenta più spesso in contesti alimentari rispetto ad altre emozioni. Nel 1980 Mehrabian, indagò la relazione tra le diverse emozioni e la quantità di cibo ingerita, trovò che i più alti consumi di cibo si registrano in concomitanza ad emozioni come noia, depressione e affaticamento; mentre un basso consumo alimentare si ha quando si provano sentimenti di paura, tensione e dolore. E’ stata mostrata anche una maggior tendenza a mangiare cibi salutari in corrispondenza di emozioni positive, mentre aumenta l’ingestione di “cibo spazzatura” quando si esperiscono emozioni negative. Patel e Schlundt (2001), hanno rilevato che pasti fatti con umore positivo o negativo sono più grandi dei pasti consumati con umore neutro, l’umore positivo ha comunque un più forte impatto sul consumo di cibo. Uno studio di Macht del 1999, ha analizzato i diversi impatti di paura, gioia, rabbia e tristezza sugli individui. I soggetti dello studio riportano esperienze di alti livelli di fame in corrispondenza di emozioni come rabbia e gioia anche se la modalità con cui ingeriscono cibo è diversa. Con uno stato d’animo gioioso i soggetti, descrivono un comportamento alimentare “edonico” cioè mangiare per il piacevole gusto del cibo, assaporandolo, mentre durante la rabbia, il consumo del cibo diventa più impulsivo, l’alimentazione diventa più veloce e vorace (Macht et al., 1999).
Secondo lo studio di Macht, queste due emozioni rabbia e gioia, hanno un maggior impatto sul comportamento alimentare anche perché sono più frequentemente vissute dagli individui.



