Effetti Digiuno
Gli effetti del digiuno sul comportamento
(estratto In: D.M. Garner & P.E. Garfinkel (eds.) (1997). Handbook of treatment for Eating Disorders. New York: Guilford)
Uno dei più importanti passi avanti nella comprensione dei disturbi alimentari è il riconoscimento che una restrizione dietetica marcata e prolungata, può portare a serie complicanze fisiche e psicologiche. Molti dei sintomi un tempo creduti caratteristiche primarie dell’anoressia nervosa sono in realtà sintomi di denutrizione.
L’esperimento riguardava lo studio di 36 giovani, sani, psicologicamente normali, di sesso maschile. I giovani furono sottoposti per un periodo di sei mesi a un regime di restrizione alimentare. Sebbene, durante l’esperimento, le risposte individuali alla perdita di peso variassero considerevolmente, tutti gli uomini manifestarono notevoli modificazioni fisiche, psicologiche e sociali. Ciò che rende lo “studio del digiuno” così importante è che molti dei sintomi osservati nei soggetti, sono in realtà gli stessi sperimentati da pazienti che presentano disturbi alimentari. Per rendere ciò più comprensibile è riportato di seguito un riassunto dei cambiamenti osservati nello studio del Minnesota.
Quali furono i cambiamenti:
Modalità di pensiero e comportamenti correlati al cibo e all’alimentazione:
Una delle modificazioni più rilevanti comparse nei volontari era l’aumentata preoccupazione nei confronti del cibo. Gli uomini manifestarono una crescente difficoltà di concentrazione nelle loro attività usuali, perché occupati da pensieri ossessivi relativi al cibo e all’alimentazione. Le preoccupazioni e pensieri volti al cibo erano talmente intensi da condurre a un declino dell’interesse volto alle altre attività sociali e alla sessualità. Il cibo divenne un elemento preponderante di conversazione e di lettura, sulla quale fantasticare.
Le abbuffate:
Durante la fase di dieta restrittiva dell’esperimento, tutti i volontari riferirono un marcato aumento della fame. Alcuni sembravano capaci di sopportare l’esperienza abbastanza bene, ma per altri la fame rappresentava una marcata preoccupazione e portava a una completa perdita di controllo. Alcuni uomini incapaci di seguire le loro diete riferirono episodi di abbuffate seguiti da un marcato senso di colpa o episodi d’iperalimentazione con introiti quotidiani che arrivavano anche a 8-10.000 calorie.
Le modificazioni emotive e di personalità:
Sebbene prima dell’esperimento i volontari fossero psicologicamente in perfetto stato, la maggior parte di loro manifestò un rilevante deterioramento emotivo. La depressione divenne più grave nel corso dell’esperimento. Gli uomini divennero irritabili spesso apatici e soggetti a frequenti scoppi d’ira.
Le modificazioni sociali e sessuali:
il digiuno ebbe forte impatto sul comportamento sociale della maggior parte dei volontari. Uomini socievoli si trasformarono progressivamente in soggetti ritirati e isolati. Analogamente, gli interessi sessuali si ridussero in maniera notevole; le fantasie sessuali e gli impulsi sessuali cessarono o divennero meno comuni.
Le modificazioni cognitive:
l’esperimento rilevò importanti compromissioni delle funzionalità cognitive. Concentrazione, capacità di giudizio e attenzione erano diminuite rispetto a baseline iniziali.
Le modificazioni fisiche:
tra le modificazioni fisiche si riscontrò: disturbi gastrointestinali, riduzione del sonno, vertigini, emicranie, ipersensibilità al rumore e alla luce, riduzione della forza, scarso controllo motorio, edema, perdita di capelli, diminuita tolleranza per il freddo, disturbi della vista (ad es., incapacità di messa a fuoco, dolori agli occhi, scotomi), disturbi uditivi (ad es., acufeni) e parestesie (ad es., sensazioni di formicolio o puntura, soprattutto nelle mani e nei piedi). Diversi tra questi cambiamenti riflettevano un globale rallentamento dei processi fisiologicidel corpo. Vi furono diminuzioni della temperatura corporea, della frequenza cardiaca e respiratoria, così come del metabolismo basale (MB).
L’attività fisica:
I n generale, i volontari risposero al digiuno con la riduzione dell’attività fisica. Essi divennero stanchi, svogliati e apatici e si lamentavano di una mancanza di energia. Comunque, secondo Keys: “Alcuni uomini talora facevano spontaneamente esercizio fisico. Alcuni di loro tentavano di perdere peso attraverso periodi di eccessivo consumo energetico, al fine di ottenere un aumento delle razioni di pane…..o di evitare una ulteriore riduzione delle razioni”. Tale comportamento è simile alla pratica di alcuni pazienti con disturbi alimentari che pensano che solo allenandosi moltissimo possono permettersi di mangiare un po’ di più.
Il significato dello “Studio del digiuno”:
L’esperimento del Minnesota pone l’accento come molti sintomi che spesso vengono rilevati nei disturbi alimentari, sono in realtà conseguenza della denutrizione. Tali sintomi, come esposto, non si limitano al peso, bensì, si generalizzano ad aspetti più complessi del funzionamento della persona. Le diverse modificazioni psicofisiologiche, comunque, sono transitorie e tendono progressivamente ad attenuarsi quando è ripristinato un piano alimentare adeguato alle esigenze caloriche della persona. Per quanto detto, sembra del tutto inappropriato affidarsi a diete fai da te o estremamente drastiche in quanto potrebbero far emergere disagi ben più rilevanti di qualche chilo in più.
Dott.ssa Valentina Dorotoni

