Genitori Narcisisti quali sono le conseguenze, psicologiche, affettive e emotive dei figli
I figli dei narcisisti
I figli dei narcisisti non hanno vita facile.
Il narcisista ama mettere sul piedistallo le persone, così come ama buttarle giù: essere su quel piedistallo potrebbe essere la sorte anche dei loro figli. Essere idolatrati dal proprio genitore narcisista potrebbe sembrare estremamente positivo, ma nasconde una trappola:
il genitore che fa sentire il proprio figlio così tanto pieno di valore, diventa anche colui che questo valore può controllarlo, avendo il potere di decidere quando dargli luce e quando invece farlo sprofondare nel buio.
I figli di narcisisti vengono spesso svalutati, non ricevono empatia né una validazione delle emozioni da parte del proprio genitore (Brown, 2001).
Questi ragazzi imparano a fare di tutto per compiacere gli altri, apprendono a non esprimere le proprie opinioni per evitare il giudizio degli altri, tendono a prendersi la colpa nel caso di problemi interpersonali e sono spesso ansiosi e/o depressi.
Per un/a figlio/a di un narcisista, agire in modo assertivo (che prevede, tra le altre cose, quella di imparare a farsi rispettarsi) equivale all’essere egoista (Rappoport, 2005).
Sentirsi colpevoli o ansiosi per il timore di non soddisfare le esigenze o le aspettative di qualcun altro è un fardello con cui questi ragazzi devono fare i conti, un enorme peso dato dal continuo sforzo messo in atto al fine di raggiungere gli standard elevati desiderati dal proprio genitore narcisista. L’esito di tutto ciò è che il figlio del narcisista rischia di sacrificare il proprio ‘vero sé’ a scapito di un ‘falso sé’ compiacente.
Per quanto riguarda l’autostima, i figli dei narcisisti imparano che il loro valore dipende da quanto essi fanno e non da quello che essi sono, così da non sentire quel sentimento, fondamentale per il benessere, detto ‘amore incondizionato’ (= avere un valore per il solo fatto di esistere, non per quello che viene fatto e prodotto).
Riappropriarsi della percezione di avere un proprio valore intrinseco, non legato ai propri risultati né al giudizio altrui, è per questi figli fonte di gran sollievo, oltre che elemento indispensabile per la prevenzione dello sviluppo di eventuali psicopatologie.
Un genitore narcisista non dà importanza ai bisogni altrui, che considera sempre meno importanti dei propri.
Da questo ne deriva che i figli di queste persone arrivano a credere che i propri bisogni siano irrilevanti e, per questo, rischiano di non imparare a riconoscere le proprie necessità. Nel migliore dei casi, ovvero nel caso in cui questo riconoscimento dei propri bisogni ci sia, questi ragazzi non sanno come esternarli al mondo.
Pensare di avere delle esigenze o dire a sé stessi ‘io valgo’ (percezione tipica di chi ha una buona autostima), è una cosa che questi ragazzi non sanno fare. Come spiega la psicologa Wendy Behary, spesso questi ragazzi cercano con tutte le forze di non essere narcisisti come il proprio genitore, anche se, in alcuni casi, imparano che l’unico modo per non essere ridicolizzati e/o maltrattati dagli altri sia diventare proprio come il genitore narcisista: alcuni pensano che, se non mostrano la forza per primi, saranno schiacciati (esattamente come faceva il loro genitore quando erano piccoli). Lo psicologo Craig Malkin sostiene che i figli dei narcisisti più determinati sono quelli che tendono a diventare come il proprio genitore, secondo la formula ‘se non puoi sconfiggerli, allora fai come loro’.
I figli dei narcisisti hanno una percezione minima di sé stessi, dei propri desideri, esigenze e obiettivi.
Questo perché il loro genitore narcisista si è sempre sentito superiore e migliore degli altri, e non avendo raggiunto, nella maggior parte dei casi, un certo livello di successi, prova ad utilizzare anche i propri figli per ottenere gli elevati risultati che si era prefissato come obiettivi. Per questo infatti, la sensazione di un figlio di un narcisista è spesso quella di non percepire la propria carriera come una scelta autonoma. Questi ragazzi hanno la sensazione di non fare nella vita ciò che realmente desideravano e di essersi sempre sentiti come un riflesso del proprio genitore e non come una persona indipendente e autonoma.
Il figlio è dunque, per il narcisista, una proiezione del proprio Io, un trofeo, un oggetto che deve direttamente o indirettamente soddisfare sè stesso (il genitore), ripagarlo della fatica fatta e dei desideri di realizzazione che non ha avuto il coraggio di perseguire o per i quali ha fallito.
Certe volte i figli dei narcisisti sono coloro che dovranno riscattare una ferita emotiva o coloro che dovranno prendersi cura del proprio genitore, ripagando tutto ciò è stato loro dato (cioè poco o niente a livello affettivo-emotivo anche se, spesso, molto a livello materiale).
Quando è un bambino, il figlio del narcisista viene lodato se vince, se fa il bravo, se fa fare bella figura e se è uno specchio che riflette un’immagine idealizzata del genitore. Quando però questo bambino mostra parti di sé negative viene svalutato, criticato, respinto o umiliato.
Un genitore narcisista si rapporta al figlio come se quest’ultimo fosse già grande, respingendone le esigenze affettive ed emotive e portando come conseguenza negativa un deficit nella costruzione dei processi di auto-regolazione emotiva del/della bambino/a.
Tutto questo succede perché è il genitore narcisista stesso che non riesce a tollerare le sue parti negative e ad elaborarle: quando è richiesto un impegno affettivo il narcisista si spaventa e proietta ogni suo fallimento (o carenza) sugli altri. Il genitore narcisista non si assume responsabilità affettive ma scappa di fronte ad esse, umiliando chi invece queste responsabilità se le prende.
Il narcisista è convinto che la colpa sia sempre di qualcun altro e questo ‘qualcun altro’ è, in certi momenti, proprio il/la figlio/a.
Il tipo di attaccamento che il narcisista instilla nei propri figli è molto spesso di tipo ‘ambivalente’, in quanto, da una parte il genitore narcisista ama i propri figli, dall’altro li umilia, li disprezza e nel peggiore dei casi arriva a far loro del male. Questa ambivalenza, che si mostra nell’alternanza tra momenti di disponibilità e momenti di svalutazione, può portare il figlio ad una dissociazione emotiva, strategia psicologica difensiva attuata inconsapevolmente al fine di mantenere la figura del genitore integra e per mantenere, allo stesso tempo, la propria integrità psichica. Questa dissociazione spesso porta questi figli a non riconoscere (e quindi a non poter esprimere) la propria rabbia e il proprio rancore nei confronti del genitore narcisista e per questo, essi talvolta arrivano addirittura a giustificare i comportamenti del proprio genitore narcisista, affermando cose come ‘essere genitori non è facile’, ‘i figli devono sempre e comunque essere grati ai propri genitori’ (anche quando questi non hanno soddisfatto i bisogni emotivi dei propri figli) e prendendosi la colpa. La colpa (come nel trauma psicologico) viene molto spesso interiorizzata dalla vittima (in questo caso il figlio del narcisista) ed è una colpa assurda e silenziosa: questi ragazzi si sentono in colpa per il fatto di esistere, di essere nati, di aver avuto delle esigenze affettive e di non essere perfetti.
La personalità di una persona che ha avuto un genitore narcisista:
Per quanto la personalità di un/una figlio/a di un narcisista, le traiettorie di sviluppo possono essere diverse, ma quasi tutte caratterizzate, secondo l’approccio della Schema-Therapy, dai seguenti schemi maladattivi (Young, 1992): ‘sfiducia/abuso’, ‘abbandono’, ‘pessimismo’, ‘autosacrificio’, ‘sottomissione’, ‘ricerca di attenzioni’, ‘incapacità di autocontrollo’, ‘fallimento’, ‘pretese di grandiosità’, ‘vergogna’, ‘isolamento sociale’.
Un tipo di personalità che si può ritrovare in un figlio di un narcisista è la personalità dipendente: essa è caratterizzata da insicurezza, bassa autostima, negatività, pessimismo e da una forte paura dall’abbandono, tutte caratteristiche che impediscono a queste persone di realizzare sé stesse e di sviluppare una propria personalità (e identità) autonoma. Queste persone possono avere sintomi depressivi, condotte auto-distruttive (es. utilizzo di sostanze) e auto-sabotanti (sia sul piano emotivo che sul piano lavorativo). Riguardo l’area affettiva, questi ragazzi sono alla costante ricerca di un partner (la dipendenza affettiva rende loro difficile il saper stare da soli), con il quale si pongono spesso in modo passivo (talvolta passivo-aggressivo) o possono in altri casi mostrarsi evitanti e distaccati, disinteressati rispetto ai legami (l’affettività è vissuta come fragilità di cui vergognarsi).
Un secondo tipo di personalità che un figlio di un narcisista può sviluppare è una personalità di tipo borderline: queste persone possono presentare una marcata instabilità emotiva, visibile nel passaggio da momenti di tranquillità a momenti di forte tristezza, rabbia o senso di colpa. Per queste persone regolare il proprio stato emotivo è molto difficile e spesso esse agiscono impulsivamente, senza riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni. Le persone con disturbo borderline di personalità hanno forti sentimenti di abbandono, sono incapaci a stare da sole e hanno un estremo bisogno di avere una persona sempre al loro fianco. Una caratteristica di questi individui è che tendono a idealizzare le altre persone e poi rapidamente a svalutarle, ripetendo continuamente questo processo. Per le persone con un disturbo borderline non esistono vie di mezzo e questo porta a relazioni turbolente, intense e caotiche. Spesso questi individui manifestano comportamenti, gesti o minacce di tipo autolesivo e/o suicidario.
Altre personalità che un figlio di un narcisista può sviluppare sono personalità di tipo istrionico, paranoide o narcisista (in quest’ultimo caso, riproponendo il disturbo del proprio genitore): queste personalità hanno in comune la percezione che non ci si può fidare di nessuno (nemmeno dei genitori) e la convinzione che ricevere continuamente attenzioni e riuscire a manipolare gli altri porti molti vantaggi. Per riscattare le loro sofferenze possono diventare dei ‘bulli’ o dei ‘furbi’, perseguendo obiettivi di vita alti, che li distacchino emotivamente sia dalla famiglia che dalla società. La maschera di grandiosità ha spesso la funzione di scudo protettivo verso i genitori e verso il mondo esterno. La convinzione è spesso che tutto ciò che esiste vada conquistato e se queste persone non ci riescono allora si sentono dei falliti (non ‘fallire’ in qualcosa ma ‘essere un fallito’ come persona): non c’è, in queste persone, la sensazione di poter essere amati in modo incondizionato, per il solo fatto di esistere. C’è inoltre, in questi individui, una pressochè totale mancanza di fiducia verso l’altro.
Come riconoscere se il proprio genitore è un narcisista
Il genitore narcisista può essere caratterizzato da molti dei seguenti aspetti:
-agisce attraverso ricatti, affettivi o morali. (ad es. ‘se non fai quello che ti chiedo mi deludi’)
-non si occupa delle emozioni negative dei figli e se essi manifestano tali emozioni, il genitore narcisista le svaluta e le deride. Questo succede perché per il narcisista la vulnerabilità è una grandissima minaccia, così come il vuoto dato dall’abbandono
-è spesso un perfezionista e trasmette ai figli una forte ansia da prestazione -non è empatico e spesso sembra non provare rimorsi o sensi di colpa -svaluta e umilia qualsiasi iniziativa del figlio sul piano professionale -adultizza il figlio, utilizzandolo come sostituto del partner
-è dipendente dal/dalla figlio/a
-può offrire vantaggi economici per mantenere i figli in uno stato ricattatorio di dipendenza da sé
stesso/a
-minaccia i figli di non amarli più nel caso vadano via di casa e cerca di impedire con tutte le forze che questo accada
-ha pesanti crisi di rabbia quando il figlio mette un confine emotivo, psicologico e fisico (come ad es. la decisione di andare a vivere fuori casa) al genitore narcisista
-cerca di trascinare il figlio in conflitti di coppia o personali, per poter continuare ad avere un controllo sul di esso (es. può aspramente criticare il partner del/della proprio/a figlio/a: ‘quella non è la donna per te, la dovresti lasciare’ .. ‘cosa ci fai con un ragazzo come quello?’ ecc.)
-si nutre emotivamente del figlio -utilizza il figlio per sfogarsi
Cosa fare per risolvere il problema, sopravvivendo psicologicamente ad un genitore narcisista:
1-farsi aiutare da un professionista qualificato (come uno psicologo-psicoterapeuta).
Dopo aver vissuto con un genitore narcisista è difficile farcela da soli, un buon percorso mirato è spesso necessario.
Un percorso psicologico e psicoterapico aiuta la persona a diventare consapevole delle dinamiche affettive che si verificano quando si ha a che fare con una persona con narcisismo patologico. La raccomandazione è quella farsi aiutare a indirizzarsi verso un percorso di autorealizzazione individuale e di recuperare la propria salute psicologica, compreso un funzionamento affettivo sano, aspetto messo a dura prova dall’aver avuto un narcisista vicino per molto tempo.
Per un/a figlio/a di un narcisista sarà fondamentale riconoscere gli aspetti disfunzionali del proprio genitore narcisista in modo da sentirsi meno responsabile per qualcosa che non ha fatto, meno in colpa e meno manipolabile. Nel corso del raggiungimento di questi obiettivi non è raro che emergano rabbia e rancore nei confronti del proprio genitore narcisista da parte del/della figlio/a: sarà quindi importante imparare a gestire al meglio questa rabbia, in modo da non sfociare in sentimenti vendetta e rivalsa. Il genitore non dovrà essere giustificato agli occhi del figlio: ‘comprendere’ rende possibile poter uscire dalla situazione, senza tuttavia negare che il genitore narcisista sia venuto meno, spesso senza nemmeno rendersene conto, ad alcune delle proprie responsabilità genitoriali (soprattutto nella responsabilità del soddisfacimento dei bisogni emotivi primari del figlio).
Dovrà essere recuperato, durante il percorso, un mondo emotivo sano che era stato trascurato dal genitore, un mondo di emozioni al quale dare via via maggiore credibilità.
A livello comportamentale la persona dovrà imparare a mettere dei confini al proprio genitore narcisista, dando uno ‘stop’ agli abusi psicologici ed emotivi, alle provocazioni e ai tentativi di controllo, atteggiamenti che il figlio del narcisista sta continuando a subire.
La persona dovrà apprendere a pensare e agire in modo assertivo, imparando come lasciar decadere polemiche inutili e a comunicare in modo chiaro, spontaneo e sincero, invece che con atteggiamento arrabbiato e polemico (qualche volta potrebbe essere necessario allontanarsi fisicamente dal proprio genitore finchè la dinamica non si estingue automaticamente).
Il narcisista non cambia, l’unico/a che può cambiare è il proprio/a figlio/a: esso/a, con il tempo, potrà imparare una sorta di compassione nei confronti del proprio genitore narcisista, accompagnata però sempre da un sano distacco. L’odio e la vendetta sono psicologicamente inutili per i figli di queste persone, in quanto perpetuano la catena del dolore, avendo un effetto distruttivo anche per loro stessi.
2-acquisire conoscenze (e consapevolezza) sul disturbo narcisistico di personalità, attraverso articoli, manuali e/o libri di auto-aiuto (che non escludono la guida da parte di un professionista della salute mentale).Il disturbo di personalità Narcista come viene vissuto nella coppia.
Il disturbo di personalità Narcista come viene vissuto nella coppia
Approfondimenti

Sapere qualcosa in più sul disturbo di personalità Narcisista

