Studio di psicoterapia cognitiva Dorotoni Valentina
  • Home
  • Approfondimenti
  • Attività clinica e psicoterapeutica
  • Attività ed eventi
  • Chi siamo
  • Prenota una visita
  • Cerca
  • Menu Menu
Sei in: Home1 / Approfondimenti2 / Disoccupazione: un’emergenza. Risvolti psicologici della perdita del l...
Approfondimenti, News ed eventi

Disoccupazione: un’emergenza. Risvolti psicologici della perdita del lavoro.

Disoccupazione: un’emergenza.

Risvolti psicologici della perdita del lavoro.

ISTAT

In questi ultimi anni, stiamo osservando un maggior calo dell’occupazione giovanile e un incremento per quanto riguarda la perdita del lavoro: sempre più telegiornali o informazione pubblica ci aggiornano su notizie drammatiche, atti di protesta estremi, tentati suicidi, suicidi attribuiti ad un disagio o ad una depressione degli individui. Spesso invece è il ribaltamento della vita che la perdita di lavoro comporta, alla base ci sono bisogni, aspettative, spesso ne va dell’immagine di sé che la persona ha. Una persona che vive il dramma della disoccupazione non ha “solo” un problema oggettivo di soldi, vive soprattutto un vuoto, una ferita nell’ identità di cittadino e di uomo. Cos’è l’identità sociale? L’uomo tende a costruire un’idea, una rappresentazione di sé basata sui diversi ruoli che gli appartengono e che diventano la base della sua sicurezza e autostima e diventano fondamentali per una adeguata integrazione sociale. Perdere il lavoro pertanto avrà necessariamente delle ricadute sia per quanto riguarda l’autostima che il proprio ruolo sociale.

disoccupazione-1

La disoccupazione può essere vista alla stregua di una vera emergenza sanitaria, non è soltanto un problema di bilanci o conti pubblici ma come dimostrano recenti studi di psicologia sociale, è altissima la correlazione tra inoccupazione, lavoro precario e l’insorgenza di ansia, depressione, attacchi di panico, abuso di sostanze, condotte devianti e auto-distruttive, disturbi nella sfera affettiva e relazionale.

Chi vive la drammatica esperienza di perdita del lavoro o di un’infruttuosa ricerca di impiego spesso esperisce e vive quattro vissuti emotivi. Vergogna, senso di colpa, solitudine e sentimenti di rivalsa e vendetta, sono i vissuti dolorosi di chi non trova una prima occupazione o di chi la perde. La perdita o il non trovare un lavoro può portare a provare sentimenti di vergogna, in quanto è come se venisse messo in gioco l’identità della persona che in questo caso risulta agli occhi degli altri o ai propri una persona inadeguata. Senso di colpa, perché la persona sviluppa pensieri e sentimenti autocritici e si descrive come indegna, inadatta senza un posto degno nella società, rimuginando così sui propri errori. La solitudine si sperimenta a causa della perdita delle abitudini e delle relazioni instaurate, senza opportunità lavorativa non posso creare altre relazioni significative, questi sono i pensieri che affliggono l’individuo. Rabbia, ma non intesa come spinta, come stimolo ma rabbia verso se stessi, che non si riesce a concludere niente o a lasciare un segno in questa vita. Si entra così in un circolo vizioso di ruminazioni e senso di colpa e di impotenza. Nel momento in cui una persona perde il lavoro si trova ad attraversare delle fasi, prima c’è lo stupore, in particolare se il soggetto non è mai stato disoccupato; poi paura, con una rinnovata speranza quando il lavoratore si rimette alla ricerca attiva del lavoro; poi ansietà. Ma quando sparisce la sorpresa, il disoccupato ha la sensazione che “la vita lo abbia dimenticato” e diviene apatico. La lunga durata della disoccupazione rende il soggetto ancora più apatico. Si possono riscontrare marcate differenze di reazione, tra uomini e donne, nello sviluppo di un disagio derivante dallo stato di disoccupazione. Il termine “disoccupato” in senso stretto si applica solo agli uomini dal momento che le donne sono semplicemente non pagate ma non realmente disoccupate. Esse hanno da gestire la casa e questo occupa la loro intera giornata. Quindi resta ben poco tempo libero da dedicare a sé stesse e anche se si lamentano di aver perduto il lavoro non c’è alcuna traccia del fatto che il senso del tempo sia stato distrutto così come accade per gli uomini. La principale difficoltà da superare è l’incapacità di definirsi e riconoscersi in altri ruoli che non siano quello lavorativo. La conseguente perdita di autostima si verifica a prescindere dal tipo di lavoro svolto, avviene allo stesso modo ad esempio nei dipendenti come negli imprenditori.aspi-il-nuovo-sussidio-di-disoccupazione-chi-ne-ha-diritto-e-chi-no-2

In casi in cui si ha la netta sensazione di perdere il controllo sulla situazione chiedere aiuto può essere una valida strategia. Imparare e gestire come in un grave lutto, sentimenti di angoscia, disperazione, ansia, impotenza, vergogna, colpa, può alleviare le sofferenze del momento, ridare speranza e fiducia nelle proprie capacità, la persona può ritrovarsi e con più sprint, ascoltare i propri bisogni e ripartire.

 

6 Marzo 2015/da Dott.ssa Paci Chiara
Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su Twitter
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Tumblr
  • Condividi su Vk
  • Condividi su Reddit
  • Condividi attraverso Mail
https://www.studiopsicoterapiadorotoni.it/wp-content/uploads/2014/05/y2-300x137.png 0 0 Dott.ssa Paci Chiara https://www.studiopsicoterapiadorotoni.it/wp-content/uploads/2014/05/y2-300x137.png Dott.ssa Paci Chiara2015-03-06 10:48:142015-03-06 11:08:30Disoccupazione: un’emergenza. Risvolti psicologici della perdita del lavoro.

Articoli recenti

  • Superare una relazione con un narcisista: il percorso verso la guarigione
  • FOMO (Fear of Missing Out)
  • Dipendenza da Internet: Quando il Digitale Prende il Sopravvento
  • Relazioni tossiche- L’incastro patologico tra narcisista e dipendente
  • Vittime di Narcisismo: dinamiche, ferite e rinascita

Categorie

Articoli correlati

  • Superare una relazione con un narcisista: il percorso verso la guarigione
  • FOMO (Fear of Missing Out)
  • Dipendenza da Internet: Quando il Digitale Prende il Sopravvento

Chi siamo

Professionalità, competenza, ma soprattutto una grande passione per il nostro lavoro.
Scopri chi sono i nostri terapeuti

Contattaci

Vuoi fissare un appuntamento?
Chiama il numero 380 798 8562 o invia una mail all’indirizzo: info@studiopsicoterapiadorotoni.it

Cosa trattiamo

Sono molte le situazioni in cui si può trovare giovamento con la terapia cognitivo comportamentale.
Scopri alcuni dei disturbi che possono essere trattati

Copyright © 2019.All rights reserved: Studio Psicoterapia cognitiva comportamentale Dott.ssa Valentina Dorotoni – via Ferrucci, 41 – Prato(PO) – tel.380.7988562. Iscrizione all’ordine degli psicologi della Toscana n°5249.

Maintained with ♥ by Taak

Studio Psicoterapia Dorotoni Tristezza da “nido vuoto”
Scorrere verso l’alto
Posting....