Filosofia della Selfie
Se c’è una moda dei nostri tempi, è certamente quella del selfie (autoscatto), un fenomeno che negli ultimi tempi ha visto una tale diffusione da essere annoverato come parola dell’anno 2013 e che sembra destinato a lunghissima vita, dato che oggi una persona su quattro nel mondo utilizza i social media, ed entro il 2017 gli utilizzatori mondiali di queste piattaforme saranno ben due miliardi e mezzo.
Selfie è da poco entrata nel vocabolario più popolare italiano, lo Zingarelli 2015. A confermare l’importanza di quegli “autoscatti” che facciamo per poterli condividere con i nostri amici sui social network, è una ricerca degli psicologi dell’Università Cattolica di Milano che ha cercato cosa si nasconde dietro un selfie, quali sono le motivazioni che ci spingono a scattarlo.
La ricerca era volta a rispondere a tre principali quesiti:
1) Comprendere perché le persone si fanno selfie;
2) Se ci sono differenze tra uomini e donne per quanto riguarda questa pratica;
3) Analizzare le possibili caratteristiche psicologiche, dal punto di vista della personalità, delle persone che si fanno selfie
I risultati preliminari, ricavati tra agosto e ottobre 2014 su un pool di 150 partecipanti, 35% maschi e 65% femmine, con età media di 32 anni, sono senz’altro interessanti. Per quanto riguarda il primo obiettivo della ricerca, è emerso che gli scopi riconosciuti all’attività del selfie sono soprattutto:
- “far ridere e divertire gli altri” (39%),
- “vanità” (30%)
- “raccontare un momento della propria vita” (21%).
Quanto ai motivi per cui le persone si fanno i selfie, emerge che questa abitudine è finalizzata a raccontare agli altri con chi sono, dove sono e cosa stanno facendo (quindi aspetti esteriori e non interiori e legati all’identità).
Per quanto riguarda poi il secondo obiettivo di ricerca, emerge che sono le donne a farsi più selfie rispetto agli uomini. Mentre per quanto riguarda le caratteristiche psicologiche di chi si fa una selfie, Giuseppe Riva ha precisato: “Le persone che si fanno selfie, rispetto a coloro che non se le fanno, appaiono significativamente più estroverse e più coscienziose. Inoltre, essere molto estroversi si associa a un maggior utilizzo delle selfie per mostrare agli altri “come ci si sente”, mentre essere molto coscienziosi si associa al non essere particolarmente interessati ai commenti degli altri alle proprie selfie, positivi o negativi che siano.”
Dallo studio è emerso che in Italia rispetto ad altri paesi, abbiamo una relazione più affettiva con il mezzo tecnologico, pensiamo a quanto lo smartphone sia lo strumento principe per andare su Internet e come diventi il centro della nostra vita affettiva/relazionale. Il social diventa l’equivalente virtuale dei luoghi di aggregazione del passato, facilitato dal fatto che ognuno può disporre di questo luogo virtuale a casa propria, o da qualsiasi parte si trovi.
Oltre all’aspetto psicologico, in Gran Bretagna hanno associato le selfie a una sorta di autoritratto inteso a mostrare la propria personalità, modificabile anche grazie ai molti filtri disponibili. Quasi come se noi stessi potessimo dire di più di quanto non sarebbe in grado di fare un fotografo professionista.
Infatti, una selfie riesce aldilà dell’aspetto estetico a trasferire più efficacemente lo stato d’animo e aspetti personologici dell’autore, ecco perché può dire di più di una persona di quanto possa fare un fotografo professionista, soprattutto se postata su un social e usata per comunicare qualcosa del proprio sé.
Nonostante l’aspetto forse un po’ narcisististico, divertente e aggregante dell’ autoscatto bisogna stare in guardia dalle possibili insidie e risvolti negativi legato alle selfie, secondo altri studiosi, soprattutto per i giovani adolescenti. L’adolescenza, infatti, è un’età dove vengono sperimentati molti sé nella ricerca di ciò che siamo e la definizione delle proprie caratteristiche personologiche. L’adolescente è mutevole nel percorso di crescita nella ricerca e sperimentazione delle proprie identità e possono esserci dissonanze tra cosa vogliono essere e chi sono nella realtà. Con le selfie hanno l’opportunità di dire al Mondo ‘Io sono così!’, ma pochi mesi dopo possono rendersi conto che si sbagliavano e provare vergogna per quello che hanno fatto.
Insomma, una selfie, spesso sminuita come un semplice “autoscatto” dell’era digitale, nasconde molte più incognite di quanto si possa immaginare quando si preme il tasto della fotocamera.
