Attività di gruppo

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L’origine dei “gruppi di incontro” può essere rintracciata già in alcuni studi di Kurt Lewin, il quale avanzò l’idea che l’addestramento all’arte dei rapporti umani, benché fosse una cosa fondamentale per vivere serenamente, era completamente trascurata dall’organizzazione della vita e della cultura nella società contemporanea.

Il Gruppo di Incontro costituisce il gruppo terapeutico disegnato da Carl Rogers: le persone si siedono in cerchio e dialogano impegnandosi ad ascoltarsi reciprocamente senza giudicare chi parla. Nel corso del gruppo di incontro le persone possono parlare di qualsiasi cosa. Non esiste un tema preciso: le persone scelgono in assoluta liberta cosa dire, come dirlo, quando e quanto parlare.

I gruppi di incontro tendono ad esaltare la crescita della persona, ad aumentare la consapevolezza personale, lo sviluppo e il miglioramento della comunicazione e dei rapporti interpersonali, attraverso un processo di esperienza diretta. L’espressione dei propri sentimenti, dei propri vissuti e delle proprie esperienze è possibile grazie alla sperimentazione di un clima facilitante, non giudicante e protetto come quello del gruppo. Gli individui nei vari scambi possono avvertire che le loro difficoltà e i vari problemi sono comuni agli altri componenti del gruppo, in tal modo non si sentono minacciati. I partecipanti, nei gruppi d’incontro sono persone con debolezze, pregi e difetti e con voglia di mettersi in discussione.

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Il ruolo dello psicologo che conduce il gruppo è di facilitatore, che agevola la comunicazione e il dialogo tra i componenti del gruppo, che così sperimentano nuovamente un senso di libertà nel non dover trattare un tema scelto a priori. Il facilitatore apporta il suo contributo al gruppo in modo empatico e trasparente, garantendo così il supporto e attenzione ai partecipanti, senza mettere in atto nessuna particolare tecnica o metodologia psicologica.

La fiducia nei confronti delle persone che partecipano,è una sensazione che viene sperimentata dai partecipanti che sono liberi di scegliere il tema da trattare e di ritagliare il proprio spazio nel corso del gruppo, senza particolari spinte a parlare, condizionamenti o forzature nel dover aprirsi e condividere per forza.

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